Kate e i look di Pasqua, tra attese e il rebus Windsor
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Redazione Cultura e Spettacolo
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C’è un’attesa, quasi una consuetudine trasformata in piccolo rito collettivo, che circonda la principessa di Galles ogni volta che si avvicina una ricorrenza ufficiale; e la Pasqua, si sa, non fa eccezione. Kate Middleton, del resto, ha costruito negli anni una vera e propria gallery di stile legata a quella domenica mattina, quando i Windsor si concedono alla tradizionale passeggiata che dal castello conduce alla cappella di San Giorgio. Abiti pastello, cappelli sapientemente coordinati, l’eleganza misurata che non sbaglia un colpo: si potrebbe quasi tracciare una linea del tempo modaiole, partendo dai primi anni del matrimonio con William per arrivare allo scorso anno. E quest’anno? La curiosità è destinata a restare tale, perché la sua presenza – insieme a quella del marito e dei loro tre figli – non è ancora stata confermata. Molti, tuttavia, la danno per certa, quasi fosse un passaggio obbligato: come potrebbe altrimenti, se non con la famiglia, mostrare al pubblico quel ritorno alla normalità che tutti auspicano?
Eppure, l’appuntamento pasquale in casa Windsor – vissuto storicamente come un vero raduno familiare, con la regina Elisabetta a fare da collante – vedrà quest’anno diverse defezioni di peso. A cominciare dalle principesse Beatrice ed Eugenie di York, le cui assenze dalla scena pubblica reale sono ormai diventate la regola più che l’eccezione. Un’ingiustizia sottile, se vogliamo, grava su di loro: nessuna colpa personale, eppure il ramo dell’albero genealogico a cui appartengono, quello del padre Andrea, le condanna a una sorta di esilio dorato. Gli scandali, l’arresto del duca di York (anche se i dettagli giudiziari li conosciamo tutti), hanno bruciato la loro immagine pubblica. Figlie di un padre che ha portato discredito alla monarchia, loro stesse ne pagano il prezzo senza aver mai commesso lo stesso errore.
Un ramoscello d’ulivo da re Carlo, tra scandali e solitudini
Avvicinarsi alle sorelle York, oggi, sembra un rischio che quasi nessuno intende correre; un silenzio imbarazzato, una distanza prudente che gli altri membri della famiglia mantengono con cura certosina. Mentre un’ampia fetta dei Windsor le ha lasciate alla deriva, relegandole ai margini delle apparizioni ufficiali, re Carlo ha scelto una strada diversa. Lui, che pure ha dovuto gestire le conseguenze dei comportamenti del fratello, ha deciso di offrire loro un ramoscello d’ulivo: un invito speciale, forse, o almeno un segnale di vicinanza che non era affatto scontato. Non è un caso, del resto, che si parli di un tentativo di riavvicinamento proprio in occasione delle festività, quasi a voler riannodare fili che il tempo e gli scandali avevano reciso.
La processione si fa più corta: meno invitati a Windsor
La domenica di Pasqua dello scorso anno, chiunque abbia seguito la cronaca reale, ricorderà la scena: ben quattordici membri della famiglia reale sfilavano in una lunga teoria, salutando la folla in attesa, con i bambini a fare da contraltare gioviale alla solennità del rito. Dodici mesi dopo, però, la situazione appare drammaticamente diversa. Al seguito di re Carlo e della regina Camilla – che celebreranno la messa a Windsor, come da tradizione – ci saranno pochissimi parenti. Le assenze, insomma, finiranno per pesare più delle presenze, e la passeggiata rischia di trasformarsi in una sorta di cammino solitario per il sovrano e sua moglie.
Il declino di una sfilata colorata, un tempo simbolo di unità
C’era un tempo, non poi così lontano, in cui il giorno di Pasqua a Windsor assomigliava a una cartolina animata: regine, principesse, principi, duchi, duchesse e royal baby, tutti in fila, spensierati (almeno in apparenza), diretti verso la cappella di San Giorgio per la messa che celebra la resurrezione di Cristo. Una scenografia perfetta, un’immagine di famiglia allargata che trasmetteva stabilità e continuità. Quella scena, adesso, è solo un ricordo. Le defezioni si sono accumulate nel tempo: chi per scandali, chi per scelte personali, chi per l’età avanzata. E così, la Pasqua dei Windsor – che dovrebbe essere un momento di rinascita e riunione – rischia di mettere in luce proprio il contrario: la frammentazione, le distanze, i rami spezzati di un albero che fatica a tenersi insieme.




