Sara Piffer, il padre: «Perdono l’automobilista che l’ha investita»

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Stefano Piffer, padre della giovane ciclista Sara Piffer, morta tragicamente a Mezzocorona, in Trentino, ha dichiarato di aver perdonato l'automobilista che ha investito e ucciso sua figlia. Sara, 19 anni, stava pedalando insieme al fratello Christian quando è stata travolta da un'auto. Dopo l'incidente, Christian ha abbracciato il padre dicendogli: «Papà, ti prego, perdonalo». Stefano, nonostante il dolore immenso, ha deciso di seguire il consiglio del figlio, riconoscendo che anche l'automobilista sta soffrendo per quanto accaduto.

Sara era una promessa del ciclismo italiano, amata e rispettata da tutti coloro che la conoscevano. La sua famiglia ha voluto renderle omaggio in modo speciale: hanno scelto di esporre le maglie delle squadre per cui Sara ha corso, creando un arcobaleno di colori nel loro studio. Le maglie della Montecorona, del Velosport Mezzocorona, della Lady Zuliani, della Wilier Pierobon, della Memdelspeck e della Nazionale sono state appese insieme alle foto e ai lavori artistici di Sara, che amava anche l'arte.

Il nuovo Codice della strada, entrato in vigore recentemente, prevede maggiori tutele per i ciclisti, ma Stefano Piffer sottolinea che le sole norme non bastano. È necessario che tutti rispettino le regole per evitare tragedie come quella che ha colpito la sua famiglia. Le ultime parole di Sara al padre sono state: «Noi stiamo sempre attenti, speriamo che lo siano anche gli altri». Queste parole risuonano come un monito per tutti coloro che condividono le strade con i ciclisti.

La sicurezza dei ciclisti è una priorità per il governo, come ha dichiarato il ministro Abodi, ma è evidente che c'è ancora molto da fare. Le vite perdute sulle strade sono sempre troppe, e troppo spesso si tratta di giovani promesse come Sara Piffer.

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