Le borse europee frenate dai timori sulla bolla dell'intelligenza artificiale

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Le borse europee, che hanno aperto la settimana in netto territorio negativo, risentono del clima di incertezza generato dai forti cali registrati sui mercati asiatici e, in particolare, da Wall Street, dove si è iniziato a dubitare della sostenibilità degli ingenti investimenti nel settore dell'intelligenza artificiale generativa. Questa diffusa presa di coscienza, la quale sta portando molti a tracciare paralleli – seppur con le dovute differenze – con la celebre bolla delle dot-com di inizio millennio, spinge gli investitori a una maggiore cautela, nonostante il quadro trimestrale delle società continui a presentare, nel complesso, dati incoraggianti. Gli analisti di Intesa Sanpaolo, infatti, fanno notare come gli utili delle aziende stiano crescendo a ritmi medi ancora sostenuti, con percentuali a doppia cifra, e come le sorprese positive superino, in termini di numero, l'ottanta per cento del totale.

Il contesto geopolitico e i nodi giudiziari

A complicare ulteriormente lo scenario finanziario internazionale, che già deve fare i conti con una possibile correzione dei titoli tecnologici, contribuiscono le tensioni politiche negli Stati Uniti, dove il braccio di ferro al Congresso sullo shutdown federale introduce un elemento di instabilità istituzionale. A questo si aggiunge un altro fattore di disturbo, di natura giuridica, rappresentato dalla Corte Suprema, la quale è stata chiamata a esprimersi sulla legittimità dei dazi commerciali imposti dall'amministrazione del presidente Trump, una politica che ha da sempre generato forti oscillazioni nei mercati globali.

Il quadro delle borse nel dettaglio

In questo contesto, l’avvio di settimana per le piazze finanziarie del Vecchio Continente si è contraddistinto per un colore prevalentemente rosso. L’indice pan-europeo Euro Stoxx 50, considerato un importante barometro dell'area euro, ha segnato un calo dello 0,7%, riflettendo la debolezza generalizzata. Francoforte, con il suo Dax, ha perso lo 0,7%, mentre Parigi, con il Cac 40, e Londra, con il Ftse 100, hanno registrato rispettivamente un -0,3% e un -0,1%. In negativo anche Madrid, con l'Ibex 35 in calo dello 0,4%, e Amsterdam, il cui indice AEX ha ceduto lo 0,3%.

Piazza Affari e le performance societarie

Piazza Affari, non immune dal clima di vendite, ha visto il Ftse Mib scendere dello 0,36%, posizionandosi a 43.108 punti dopo aver toccato un minimo intorno ai 42.490. Anche gli altri indici minori della Borsa Italiana hanno seguito la stessa tendenza: il Ftse Italia All Share ha perso lo 0,38%, il Mid Cap è sceso dello 0,59% e lo Star ha chiuso con un -0,4%. La seduta milanese è stata caratterizzata da un evento rilevante, ovvero il crollo del titolo Nexi, che ha bruciato oltre il 7% del suo valore in seguito alla pubblicazione di conti che sono stati giudicati deludenti dagli analisti, i quali ne hanno criticato alcuni parametri. Qualcuno di essi, tuttavia, ha iniziato a recuperare parte del terreno perduto nel corso della mattinata, attenuando le perdite più pesanti.

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