Scuola in Sardegna, 5.600 banchi vuoti in più e la sfida dei precari per la campanella del 16 settembre
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Redazione Interno
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Mancano ormai poche settimane al rientro tra i banchi e la macchina organizzativa della scuola si mette in moto, pronta ad accogliere gli studenti per un nuovo anno scolastico che, come sempre, porterà con sé le consuete sfide e alcune importanti novità.
L'anno scolastico 2026-2027, che prenderà il via tra il 7 e il 17 settembre a seconda delle decisioni delle singole regioni, si presenta come un'edizione particolarmente complessa per l'Isola, dove il fenomeno della denatalità continua a farsi sentire in modo preoccupante e dove si registra una critica situazione legata alla precarietà del personale docente.
Un'autunno di numeri e di sfide per la scuola sarda
Secondo i dati riportati dalla Nuova Sardegna, e ripresi da altre testate, la popolazione studentesca dell'isola è in calo costante: negli ultimi otto anni ha perso 35mila unità, una media di seimila studenti all'anno. Per l'anno scolastico 2026-2027, il dato è particolarmente significativo. Gli studenti che torneranno a settembre saranno circa 166.000, con un calo stimato di 5.600 alunni rispetto all'anno precedente. Un fenomeno che, come conseguenza diretta, porterà a un ulteriore ridimensionamento della rete scolastica, con la perdita di nove autonomie scolastiche in tutta la regione.
Nell'ultimo triennio sono già state tagliate 38 autonomie, portando il totale degli istituti da 270 a 232. Questa contrazione costringe i dirigenti scolastici a districarsi tra istituti sparsi su più comuni, con tutte le complessità organizzative che ne conseguono.
La questione del personale: il peso della precarietà
Ancora più complessa appare la gestione del personale docente. I sindacati lanciano l'allarme: a fronte di una riduzione della popolazione studentesca, non è stato modificato l'organico del personale, che al contrario si trova a fare i conti con l'incognita dei precari. Attualmente, un docente su quattro in Sardegna è precario. Un dato che sale a uno su due per quanto riguarda i docenti di sostegno, una condizione di instabilità che si ripercuote inevitabilmente sulla qualità dell'offerta formativa per gli oltre 9.000 studenti con certificazione.
A queste difficoltà si aggiungono le incertezze legate ai trasferimenti al Nord, dove le possibilità di assunzione sono maggiori, e le assegnazioni temporanee che spesso non coprono l'intero anno scolastico.
Le date da segnare: il via della Sardegna e il calendario nazionale
La prima campanella in Sardegna è fissata per mercoledì 16 settembre, data che colloca l'isola tra le ultime regioni italiane a riprendere le lezioni. Ad inaugurare l'anno scolastico sarà la Provincia autonoma di Bolzano il 7 settembre, seguita da altre regioni il 14 e il 15 settembre. Il 15 settembre, in particolare, è la data scelta da Calabria, Campania, Emilia-Romagna, Lazio, Sicilia e Toscana, mentre il 16 settembre, oltre alla Sardegna, torneranno in classe gli studenti di Abruzzo e Basilicata.
A chiudere il calendario delle partenze sarà la Puglia il 17 settembre.
Le sfide del personale ATA e gli studenti in cattedra
L'emergenza legata al personale non riguarda solo i docenti. Anche il personale ATA, fondamentale per il funzionamento quotidiano degli istituti, presenta criticità. I posti vacanti per il comparto amministrativo, tecnico e ausiliario sono 1.178, ma il contingente autorizzato per le assunzioni è di sole 419 unità, un divario che mette a dura prova la capacità operativa delle scuole. La situazione descritta per la Sardegna riflette, per molti versi, una tendenza nazionale, dove il calo demografico si scontra con la necessità di garantire un servizio scolastico efficiente e di qualità.
A questo quadro si aggiunge la necessità di prepararsi all'arrivo delle nuove indicazioni nazionali per il primo ciclo di istruzione e ad altre novità come l'introduzione dell'intelligenza artificiale o lo psicologo gratis on-demand, novità che il mondo della scuola si prepara ad accogliere da settembre.
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