Milan, la pista che porta a Slot si fa seria ma il nodo resta Rangnick
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Redazione Sport
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Il terremoto che ha scosso ogni angolo di via Aldo Rossi, dalla sala stampa agli uffici della dirigenza, si sta lentamente trasformando in un cantiere aperto per la prossima stagione. Mentre i tifosi rossoneri cercano di decifrare i segnali provenienti da una proprietà che ha deciso di azzerare praticamente tutto – allenatore, direttore sportivo, amministratore delegato e area tecnica – Gerry Cardinale e il suo senior advisor Zlatan Ibrahimovic stanno conducendo un casting serrato per scegliere il nuovo timoniere.
Nel mirino, in queste ore, è balzato con prepotenza un nome che fino a settanta-due ore fa sembrava un'utopia: quello di Arne Slot. Il tecnico olandese, appena sollevato dall'incarico dal Liverpool al termine di una stagione vissuta all'ombra delle aspettative (quinto posto in Premier e addio alla Champions ai quarti), sembra essere diventato la prima scelta per la panchina del Diavolo, complice anche l’effetto a catena innescato dal suo addio ai Reds.
A rilanciare con forza la candidatura dell’ex Feyenoord è stato Sacha Tavolieri, esperto di mercato belga che aveva già anticipato l'affare Jashari e che ora descrive una trattativa in fase di accelerazione. Secondo Tavolieri, il Milan avrebbe già avviato i contatti per assicurarsi le prestazioni di Slot, il quale – cosa tutt'altro che secondaria – sarebbe «aperto» a sedersi al tavolo delle trattative con i vertici rossoneri.
Esiste però una variabile capace di condizionare l'intera operazione, una figura ingombrante che fa capolino da ogni dossier tecnico del nuovo corso: Ralf Rangnick. Il manager tedesco, attuale commissario tecnico dell'Austria, è infatti il candidato principale per ricoprire un ruolo di supervisore totale dell'area di gioco, una sorta di factotum con poteri estesi che avrebbe voce in capitolo decisiva sulla scelta dell'allenatore.
Le interferenze di Rangnick e il nodo Glasner
E se la candidatura di Slot fa sognare una parte dell'ambiente, la realtà dei fatti racconta di un ingranaggio complesso dove ogni tassello deve incastrarsi perfettamente con la visione del futuro "manager". Rangnick, lo si apprende da fonti vicine alla cerchia del club, non ha mai nascosto la sua predilezione per un profilo diverso rispetto a quello olandese, guardando con particolare interesse a Oliver Glasner.
Il tecnico austriaco, reduce dall’addio al Crystal Palace con tre trofei in bacheca (tra cui l’ultima Europa Conference League), conosce perfettamente il metodo di lavoro di Rangnick, con il quale aveva già collaborato ai tempi del Red Bull Salisburgo. Un faccia a faccia tra i vertici del Milan e Glasner è atteso proprio per l'inizio della prossima settimana, un appuntamento che Cardinale e Ibrahimovic non intendono saltare nonostante la suggestione rappresentata dall’olandese del Liverpool.
La questione, quindi, non è puramente tecnica ma diventa una partita a scacchi sul potere decisionale. Se Rangnick dovesse ottenere quelle garanzie economiche e operative che chiede da tempo – lui che nel 2020 venne scartato proprio per le riserve sull’ingaggio di un certo Ibrahimovic – è probabile che la sua voce peserà come un macigno sulla scelta finale.
In questo scenario, la candidatura di Andoni Iraola, tecnico basco che nelle scorse settimane aveva rifiutato le avances del Milan, sembra essersi definitivamente raffreddata, tanto che proprio Iraola viene indicato come il naturale successore di Slot proprio sulla panchina del Liverpool. Un vero e proprio valzer di panchine che tiene banco in Europa, mentre a Milano si cerca di mettere ordine dopo mesi di tensioni e risultati altalenanti che hanno portato al siluramento dell'intera vecchia guardia.
Le tempistiche e lo stile di gioco
L’accelerata impressa dal Milan su Arne Slot, riportata da diverse testate (tra cui l’autorevole Actu Foot), dimostra come la proprietà americana voglia esplorare ogni possibilità prima di dare l’ok definitivo. D’altronde, l’olandese ha nel suo curriculum una Premier League vinta nel 2025 e un campionato olandese col Feyenoord: profilo internazionale e vincente, capace di gestire spogliatoi complessi. Ma c’è un ostacolo non da poco, ed è di natura economica.
Slot guadagnava circa otto milioni di euro a stagione ad Anfield, una cifra che per i parametri attuali del Milan (che non giocherà la Champions League dopo il quinto posto in A) rappresenta un investimento monumentale, se non proibitivo.
Il tempo, in questo delicato passaggio di consegne, non è certo un alleato. Il club rossonero è rimasto scottato dalle mancate qualificazioni europee e ha bisogno di ricostruire un’identità chiara. Le prossime settanta-due ore saranno decisive per capire se prevarrà la linea della discontinuità rappresentata da Slot – nome caldo e immediatamente disponibile – o la prudenza strutturale di Glasner, ben voluto da Rangnick.
Per il momento, nessuna opzione è stata scartata, e la suggestione del nome dell'ex Liverpool continua a rimbalzare tra i corridoi di Casa Milan, in attesa che la riunione decisiva con il possibile futuro supervisore tecnico faccia definitivamente chiarezza su chi siederà realmente in panchina nella prossima stagione.




