Ritrovate a Formia le sorelle scomparse, parla il padre

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Le sorelle scomparse Formia ritrovate a Formia dopo due settimane di ricerche rappresentano l’esito del ritrovamento di Alisya e Sarah, 16 e 12 anni, allontanatesi nella notte tra il 6 e il 7 giugno dalla casa famiglia di Civitella Alfedena, in Abruzzo. Le due ragazze sono state individuate dai carabinieri nella città pontina, in provincia di Latina, all’interno dell’abitazione di una parente materna. Il caso si è chiuso il 22 giugno 2026, quando le forze dell’ordine hanno fatto accesso nell’edificio e le hanno rintracciate. Le condizioni delle minorenni sono state definite sane e salve al momento del ritrovamento, mentre la vicenda ha riportato l’attenzione sulle circostanze del loro allontanamento dalla struttura che le ospitava.

Ritrovamento a Formia e intervento dei carabinieri

Il rintraccio è avvenuto a Formia, dove le due sorelle si trovavano nell’abitazione di una zia materna, secondo quanto emerso dalle ricostruzioni delle forze dell’ordine. I carabinieri sono intervenuti dopo aver localizzato le minori, trovandole all’interno della casa al momento dell’accesso. Le ragazze erano scomparse dalla casa famiglia di Civitella Alfedena nella notte tra il 6 e il 7 giugno, dando avvio a due settimane di ricerche tra Abruzzo e Lazio. Durante le operazioni, una delle due sorelle sarebbe apparsa riluttante a seguire i militari, mentre è stato riferito che avrebbero espresso il desiderio di restare con la madre, elemento riportato nelle testimonianze raccolte sul posto.

Le parole di Stefano Di Giacinto e il conflitto familiare

All’indomani del ritrovamento, Stefano Di Giacinto ha parlato di una “nuova vita” che può iniziare dopo il ritrovamento delle figlie, sottolineando la volontà di ripartire da zero. Nel suo racconto ha affermato che la madre delle ragazze non avrebbe mai accettato la sentenza e si sarebbe sempre sentita indispensabile per le figlie, mantenendo una posizione di distanza nei suoi confronti e ostacolando i rapporti con le minori. Le sue dichiarazioni descrivono un contesto familiare segnato da tensioni e da una gestione conflittuale delle disposizioni legali, che secondo quanto riferito avrebbe inciso sui rapporti tra i genitori e le due sorelle.

Un ulteriore elemento della vicenda riguarda la zia ottantenne che ha ospitato le due sorelle a Formia, la quale ha dichiarato di non essere a conoscenza della situazione e di aver ricevuto le ragazze senza informazioni complete. La donna, che si dice provata dalla vicenda, ha riferito di stare male dopo quanto accaduto. Nel contesto delle indagini, il suo ruolo è stato associato all’ipotesi di sequestro di persona aggravato in concorso, come riportato nelle ricostruzioni emerse dopo l’intervento dei carabinieri e il successivo ritrovamento delle minori.

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