Sorelline scomparse, ritrovate a Formia: erano da un parente

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Le sorelline scomparse dalla casa-famiglia di Civitella Alfedena sono state ritrovate a Formia dopo quindici giorni di ricerche. Le due ragazze, una di 12 anni e una di 16, erano in casa di un parente. Dopo il ritrovamento sono stati fermati la madre, il compagno della donna e il nonno, con l’accusa di sequestro di persona in concorso. La vicenda aveva attirato l’attenzione fin dai primi giorni successivi alla scomparsa avvenuta nella notte tra il 6 e il 7 giugno 2026 dalla struttura protetta situata nel cuore del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise.

Il ritrovamento delle ragazze e i provvedimenti della magistratura

Secondo quanto emerso, le due sorelle sono state trovate a Formia all’interno dell’abitazione di una parente anziana. Il ritrovamento ha consentito di chiarire dove si trovassero le ragazze dopo la fuga dalla casa-famiglia in cui erano ospitate. Contestualmente sono scattati i provvedimenti nei confronti della madre Valentina D’Acunto, del compagno Vincenzo Esposito e del nonno Marco. La donna si trova in carcere a Teramo con l’accusa di sequestro di persona aggravato dalla minore età delle ragazze, mentre gli altri due fermati sono stati portati nel penitenziario di Sulmona.

La scomparsa delle due sorelle aveva generato forte preoccupazione fin dalla notte in cui si erano allontanate dalla struttura abruzzese. Per oltre due settimane non si erano avute notizie certe sul loro destino. Il ritrovamento ha quindi chiuso una fase particolarmente delicata delle ricerche, ma ha aperto nuovi interrogativi sulla pianificazione della fuga e sul coinvolgimento delle persone finite al centro dell’indagine. Gli accertamenti si concentrano infatti sulle modalità con cui le ragazze sarebbero state allontanate e successivamente ospitate lontano dalla struttura.

I precedenti tentativi di fuga emersi dalle indagini

Un elemento rilevante riguarda quanto sarebbe accaduto già nel 2024. Secondo le informazioni riportate, la madre delle due ragazze avrebbe tentato di convincere la figlia minore a fuggire. In quel periodo avrebbe intercettato la dodicenne e le avrebbe illustrato un piano, anche se i dettagli dell’iniziativa non risultano chiari. La donna avrebbe inoltre mantenuto i contatti con le figlie utilizzando il telefono cellulare di un’altra minorenne, circostanza che ora viene richiamata per ricostruire i rapporti precedenti alla scomparsa del giugno 2026.

Le informazioni emerse indicano quindi che l’ipotesi di un allontanamento organizzato non sarebbe comparsa soltanto dopo la recente fuga dalla casa-famiglia. Gli investigatori stanno valutando anche gli episodi precedenti che potrebbero contribuire a spiegare il contesto nel quale si è sviluppata la vicenda. Resta da chiarire quale fosse esattamente il piano attribuito alla madre nel 2024 e in che modo gli eventi di allora possano essere collegati a quanto accaduto negli ultimi giorni. Al centro dell’attenzione vi è anche la situazione familiare maturata dopo la decadenza della potestà genitoriale disposta dal Tribunale di Cassino il 28 maggio.

I sospetti del padre dopo la scomparsa da Civitella Alfedena

Tra le persone che hanno seguito con maggiore apprensione la vicenda c’è Stefano Di Giacinto, padre delle due ragazze. Secondo quanto riportato, l’uomo non avrebbe mai espresso apertamente accuse, ma avrebbe maturato sospetti nei confronti dell’ex moglie sin dai primi giorni successivi alla scomparsa. Quei dubbi sarebbero nati proprio nella notte in cui le figlie si sono allontanate dalla struttura protetta di Civitella Alfedena senza lasciare tracce immediate.

La ricostruzione degli eventi mette quindi insieme diversi elementi: il precedente tentativo di fuga che sarebbe avvenuto nel 2024, la scomparsa delle due sorelle nella notte tra il 6 e il 7 giugno 2026, il ritrovamento a Formia dopo quindici giorni e i successivi provvedimenti adottati dall’autorità giudiziaria. Le indagini proseguono per definire con precisione ruoli, responsabilità e modalità attraverso cui le ragazze sono state allontanate dalla casa-famiglia prima di essere rintracciate nell’abitazione del parente dove sono state trovate.

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