Beatrice Borromeo e Tatiana Santo Domingo, cognate in prima fila da Dior

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Le prime file delle sfilate parigine hanno ospitato un tandem ormai collaudato nel panorama della moda internazionale. Beatrice Borromeo e Tatiana Santo Domingo, cognate legate ai Casiraghi di Monaco, hanno preso posto fianco a fianco nel front row della sfilata Dior Primavera/Estate 2027, andata in scena al Jardin des Tuileries di Parigi sotto la direzione creativa di Jonathan Anderson. Le due hanno interpretato l'appuntamento con due idee di eleganza distinte ma convergenti, costruite su capi dalle linee pulite e su una tavolozza di tonalità neutre.

Un invito che arriva da lontano

L'atmosfera della sfilata affondava le radici in un oggetto tanto inusuale quanto simbolico. Gli invitati hanno ricevuto una coppia di noci wénwán, custodite in una scatola grigia, un riferimento a un'antica pratica cinese che consiste nel far ruotare lentamente questi frutti tra le dita per favorire la concentrazione. Con il tempo e la pazienza, la superficie profondamente solcata sviluppa una patina lucida che le conferisce l'aspetto della giada.

Lo stesso Anderson ha spiegato di essersi imbattuto in queste noci durante un viaggio in Asia, trovandovi una metafora della possibilità di scoprire conoscenza e preziosità nella natura. La collezione, del resto, ha portato in passerella tessuti trasparenti, plissé e gonne a corolla, in un dialogo continuo tra struttura e leggerezza.

L'approccio sartoriale di Beatrice Borromeo

Per Beatrice Borromeo, ambassador globale della maison dal 2021, l'appuntamento parigino rappresenta un ritorno sotto i riflettori della moda internazionale a una settimana esatta dal Vogue World di Milano. La sua storia con Dior affonda radici lontane: la giornalista e produttrice ha più volte legato la maison a passaggi cruciali della propria vita, dalle nozze con Pierre Casiraghi alle gravidanze, fino al lancio dei suoi progetti professionali.

Per l'occasione ha scelto un completo dall'attitudine sartoriale ma dal carattere contemporaneo, giocando con le proporzioni di blazer e pantaloni in una palette di tonalità neutre. Nata in una delle più illustri famiglie aristocratiche italiane, i Borromeo, e con un passato da modella per maison come Chanel e Valentino prima di intraprendere la carriera giornalistica, Borromeo incarna un'idea di eleganza che coniuga rigore formale e disinvoltura.

La disinvoltura bohémien di Tatiana Santo Domingo

Al suo fianco, Tatiana Santo Domingo ha lasciato che fosse un maxi cappotto a definire l'insieme, in coerenza con quello stile bohémien che rappresenta il suo marchio di fabbrica da decenni. Nata a New York e cresciuta tra Ginevra e Parigi, la designer e imprenditrice è moglie di Andrea Casiraghi, figlio maggiore della principessa Carolina di Monaco, e ha fondato insieme a un'amica un brand di moda sostenibile che spesso indossa personalmente.

La sua è una cifra estetica che non ha mai ceduto alle convenzioni del guardaroba principesco: basti pensare all'abito da sposa che scelse nel 2013, un modello in stile hippie disegnato da Margherita Missoni, con scollo a V, gonna a strati di organza e sandali piatti al posto dei tacchi alti.

Un equilibrio tra tradizione e rinnovamento

La sfilata ha segnato un momento significativo nel percorso di Jonathan Anderson alla guida della maison. Lo stilista nordirlandese, che ha assunto la direzione creativa di Dior nel giugno 2025 diventando il primo a ricoprire contemporaneamente il ruolo per le collezioni uomo, donna e alta couture, ha costruito la sua visione su un dialogo serrato con gli atelier storici.

La collezione Primavera/Estate 2027 ha declinato l'iconica giacca Bar in versioni alleggerite e trasparenti, ha trasformato i plissé in intrecci jacquard complessi e ha fatto sfilare abiti leggeri come acquerelli. La scelta di allestire la passerella attorno alla vasca ottagonale dei Tuileries, avvolta da una nebbia scenografica, ha completato un quadro visivo in cui la circolarità rappresentava un omaggio alla visione originaria di Christian Dior.

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