Il debutto de ‘Le donne della Bibbia’ su Canale 5, tra Roma e Matera: cinque eroine dell’Antico Testamento in due serate evento

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Parte questa sera, domenica 5 aprile, in prima serata su Canale 5, la miniserie evento ‘Le donne della Bibbia’, una produzione che ha scelto Roma e Matera come set principali per dare Corpo a una drammatizzazione intensa del Libro della Genesi. La fiction, che prosegue anche domani, lunedì 6 aprile, sempre nello stesso orario – le 21.20 –, si articola in due grandi appuntamenti, senza ulteriori puntate in programma. L’operazione, chiaramente pensata per il periodo pasquale, punta a restituire una narrazione fedele, per quanto romanzata, delle origini della fede ebraico-cristiana; e lo fa, cosa non scontata per un prodotto destinato a un pubblico generalista, attraverso lo sguardo di cinque figure femminili dell’Antico Testamento.

Cinque donne, cinque storie che plasmano la discendenza di Abramo

Al centro della sceneggiatura, infatti, troviamo Sarah e la sua servitrice Agar; poi Rebecca, che è pronipote di Sarah; e infine le sorelle Lia e Rachele, nipoti di Rebecca. Non si tratta, viene da notare, di comparse o di figure ornamentali: ciascuna di loro, con le proprie scelte – spesso dolorose, talvolta dettate dalla necessità di sopravvivere in un mondo patriarcale – contribuisce a orientare il destino di intere generazioni. Sarah, sposata con Abramo, è divorata dal desiderio di maternità; e da quel desiderio, o forse dalla sua frustrazione, prende una decisione cruciale che coinvolge Agar, la serva. Una scelta, quest’ultima, le cui conseguenze segneranno per sempre l’equilibrio familiare, introducendo una tensione destinata a riverberarsi nei secoli.

La regia del conflitto: Rebecca e la rivalità tra fratelli

Il racconto, però, non si esaurisce con la generazione di Sarah. La serie sposta poi l’attenzione su Rebecca, discendente diretta di Sarah, la quale – ed è un passaggio che gli sceneggiatori sembrano voler sottolineare con particolare cura – agisce spinta dalla volontà di assicurare un futuro migliore al figlio che preferisce. Una preferenza, quella materna, che non resta senza effetti: finisce anzi per influenzare pesantemente le vite dei suoi figli, generando una rivalità fraterna celebre quanto complessa. La Bibbia, in fondo, non nega mai l’umano troppo umano dei suoi patriarchi; e questa miniserie, a giudicare dalla trama degli episodi diffusa dalla produzione, non intende edulcorare il conflitto, né tanto meno le sue radici.

Un cast completo e una programmazione senza repliche settimanali

Per quanto riguarda gli interpreti – e qui l’assenza di dettagli ufficiali sul cast obbliga a muoversi con cautela – la produzione ha allestito un ensemble di attori funzionale al registro epico e insieme intimo della narrazione. Non si tratta, va detto, di una serie dal respiro internazionale con divi hollywoodiani; piuttosto, di un prodotto pensato per il prime time di una rete ammiraglia come Canale 5, con tutti i crismi della cosiddetta “miniserie evento”. La programmazione, come accennato, è concentrata in due sole serate: stasera, 5 aprile, e domani, 6 aprile. Nessuna replica infrasettimanale né allungamenti di puntate: l’intera storia, che abbraccia generazioni e attraversa paesaggi tra Roma e Matera – due città dal fortissimo valore simbolico e cinematografico –, viene compressa in poco più di quattro ore complessive.

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