Manovra 2026, il via libera del Consiglio dei Ministri: le novità per imprese e contribuenti

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il Consiglio dei Ministri ha dato il proprio assenso al disegno di legge di Bilancio per il 2026, un passaggio formale ma cruciale che avvia il percorso parlamentare verso l'approvazione definitiva, attesa entro la fine dell'anno. Sebbene il testo sia ancora in una fase preliminare, suscettibile di modifiche durante l'iter in Parlamento, è già possibile delineare gli assi portanti di una manovra che, stando alle intenzioni dichiarate, intende operare senza alterare i saldi di bilancio. L'esecutivo, infatti, ha più volte ribadito la volontà di esaminare il provvedimento mantenendo invariati gli equilibri finanziari, un principio che impone di coprire ogni eventuale nuova spesa attraverso corrispondenti riduzioni di altre voci, in un complesso lavoro di bilanciamento che caratterizzerà le prossime settimane.

Il taglio dell'Irpef e la compensazione per il ceto medio

Tra gli interventi di maggior rilievo, che hanno attirato l'attenzione dell'opinione pubblica, spicca la revisione delle aliquote Irpef. La manovra prevede, nello specifico, un abbassamento dal 35 al 33 per cento per la fascia di reddito compresa tra i 28 mila e i 50 mila euro annui. Una misura, questa, presentata come una compensazione necessaria per quelle fasce di contribuenti che, tra il 2022 e il 2024, hanno subito le conseguenze più pesanti dell'impennata inflazionistica, la quale, spingendo i redditi nominali verso scaglioni più alti, ha di fatto eroso il loro potere d'acquisto attraverso un prelievo fiscale più elevato. L'intervento, che andrà a beneficio di una porzione significativa di lavoratori dipendenti e autonomi, si configura dunque come un tentativo di restituire parte di quanto è stato eroso in un periodo economicamente turbolento.

L'iter parlamentare e il fondo per le modifiche

Con l'avvio della prossima settimana, il disegno di legge approderà in Senato per l'esame in commissione, fase in cui si prevedono scontri e mediazioni politiche. Il governo e la maggioranza insistono sul concetto di un esame a "bilancio zero", dove ogni modifica proposta dovrà essere finanziariamente neutra. Tuttavia, all'interno del testo è presente un fondo triennale da 100 milioni di euro, una risorsa limitata ma sulla quale l'opposizione ha già annunciato di voler concentrare le proprie proposte. Il capogruppo del Pd in commissione Bilancio a Palazzo Madama, Daniele Manca, ha sottolineato come quel fondo rappresenti uno strumento per avanzare "misure utili per gli italiani", indicando che le trattative si giocheranno anche su questo capitolo di spesa, sebbene di entità contenuta.

Altri nodi della manovra: pensioni e cedolare secca

Oltre alla riforma fiscale, il testo della manovra affronta altre questioni delicate, come il sistema pensionistico e il regime della cedolare secca sugli affitti. Si tratta di materie complesse, che toccano interessi diffusi e che richiedono un'attenta calibrazione, soprattutto nell'ottica di non gravare ulteriormente sulle casse pubbliche. La rottamazione delle cartelle esattoriali, un'altra misura annunciata, punta a sgravare i contribuenti da debiti pregressi, cercando di alleggerire un carico che spesso si traduce in difficoltà per le famiglie e in minore liquidità per il sistema economico. L'insieme di queste disposizioni, che spaziano dalla fiscalità alle politiche sociali, delinea il profilo di una legge di Bilancio che cerca di coniugare il sostegno al reddito con la disciplina di bilancio, in un contesto economico ancora incerto.

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