Poli Bortone, la resa dei conti si chiude con un «vado avanti» netto
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Redazione Interno
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Dopo i rumors che, come un fiume carsico, hanno iniziato a circolare nei corridoi politici a valle del risultato delle provinciali, il sindaco di Lecce Adriana Poli Bortone ha posto fine a ogni illazione con una dichiarazione perentoria. «Se qualcuno ha la fantasia che io mi debba dimettere, la può cancellare», ha affermato, chiudendo con un secco «non mi dimetto» ogni speculazione sul proprio futuro a Palazzo Carafa. Le sue parole, pronunciate al termine di una giornata di fitti confronti, suonano come un ordine di marcia per la coalizione che la sostiene, la quale dovrà ora fare i conti con le conseguenze di una sconfitta elettorale maturata anche a causa del voto di numerosi franchi tiratori.
Una giornata di vertici e bilanci politici
La giornata del sindaco, che ha visto una pausa delle normali attività istituzionali in municipio, è stata infatti articolata in due momenti cruciali. Al mattino, dopo una visita in un cantiere cittadino, Poli Bortone ha incontrato gli assessori della sua giunta all’Hotel Tiziano per un confronto a viso aperto, durato oltre novanta minuti e definito dagli stessi partecipanti come un’opportunità per parlare «senza filtri». Un faccia a faccia necessario, quello, volto a ricompattare il gruppo di governo dopo le fibrillazioni seguite al voto, e che si è concluso – a giudicare dai volti dei presenti – con un clima disteso e la volontà comune di proseguire il percorso avviato.
Il caos delle Province, uno specchio della crisi
La situazione leccese, d’altronde, non rappresenta un caso isolato ma si inserisce in un quadro più ampio di instabilità che coinvolge le amministrazioni provinciali pugliesi, le quali riflettono in scala una crisi di metodo e di leadership. Nella Bat, ad esempio, la tensione è altrettanto palpabile, con il centrosinistra diviso sulla spinosa questione del presidente in carica, il quale rimane al proprio posto nonostante le dimissioni presentate dalla giunta e le pressioni ricevute per un passo indietro. Sono scenari, questi, che mostrano come il tradimento politico e le defezioni interne siano divenuti fenomeni endemici, capaci di stravolgere gli equilibri di potere in poche ore.
Il dopo-voto e la tenuta della maggioranza
Il pomeriggio dello stesso giorno, il vertice si è spostato all’Hilton Garden Inn, dove la prima cittadina ha dialogato con i segretari cittadini, provinciali e regionali dei partiti della coalizione. Un ulteriore passaggio, quello, finalizzato a rinsaldare le alleanze e a tracciare una linea comune per i prossimi mesi, all’insegna di quella continuità amministrativa che i cittadini leccesi – come ha tenuto a rimarcare la stessa Poli Bortone – le avrebbero chiesto. La sfida, ora, consiste nel tradurre questa unità ritrovata in un’azione di governo efficace, mentre sullo sfondo resta l’amaro retrogusto di una consultazione che ha privato il centrodestra del controllo della Provincia, un episodio destinato a lasciare il segno nelle dinamiche future del territorio.
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