Trump e la corsa presidenziale del 2024

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   L'ex avvocato del presidente Richard Nixon, John Dean, è convinto che la decisione presa dal Maine di escludere Donald Trump dalle primarie "sarà difficilmente ribaltabile". Il segretario di Stato del Maine, l'ex senatrice democratica Shenna Bellows, ha escluso il tycoon delle primarie, appellandosi alla terza sezione del 14 emendamento, secondo cui nessun funzionario pubblico che, dopo aver giurato sulla Costituzione, abbia attaccato la Costituzione stessa, può essere legittimato a correre di nuovo per occupare un posto pubblico.

Il dibattito tra i democratici

I dem Usa si spaccano su Trump e sui fantasiosi tentativi che alcuni di loro stanno mettendo in atto per ostacolare la sua corsa alla Casa Bianca nelle elezioni presidenziali del 2024 utilizzando i giudici amici. L’ultima trovata è quella di impedire, con un trucchetto, a Trump di candidarsi: sono andati a rispolverare una norma addirittura del 1868 che venne creata per impedire che funzionari civili o militari che avevano servito gli Stati Uniti prima della Guerra civile riguadagnassero posizioni di autorità.

Il groviglio politico-giudiziario

Il groviglio politico-giudiziario attorno Donald Trump si è fatto ancora più inestricabile negli ultimi giorni, con sentenze contraddittorie delle corti supreme del Maine e del Michigan sulla possibilità di squalificarlo dalla competizione presidenziale del 2024, le cui primarie cominceranno già in gennaio. La confusione nasce dal fatto che un emendamento della Costituzione approvato dopo la guerra di secessione, il 14 esimo, contiene una clausola che impedisce a chi si renda responsabile di una «insurrezione» contro il governo di ricoprire successivamente qualsiasi carica pubblica.

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