Trump firma il "Big beautiful bill" e celebra il 4 luglio tra consenso e proteste

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Mentre i fuochi d’artificio illuminavano il cielo di Washington, Donald Trump ha scelto il giorno dell’Indipendenza per siglare il Big beautiful bill, la maxi-legge che rende permanenti i tagli fiscali introdotti durante il suo primo mandato, potenzia la difesa e la sicurezza dei confini, e riduce i programmi sociali come Medicaid. "Stiamo entrando nell’età dell’oro degli Stati Uniti", ha dichiarato il presidente, circondato da bandiere a stelle e strisce, sottolineando come il provvedimento creerà "ricchezza per la classe media". Un messaggio che, se da un lato ha galvanizzato i sostenitori, dall’altro ha alimentato le proteste in oltre duecento città, dove migliaia di persone hanno contestato quelle che definiscono "politiche per i ricchi".

La cerimonia alla Casa Bianca è stata accompagnata da un video – realizzato con l’ausilio dell’intelligenza artificiale – che ritraeva Trump bambino trasformarsi in cadetto, poi in imprenditore di successo, fino all’approdo alla presidenza. Immagini che, passando anche per l’attentato di Butler, in Pennsylvania, sembravano voler ribadire una narrazione di resilienza: "Hanno cercato di chiudere la mia storia, ma era solo un capitolo", recitava una scritta. A fare da colonna sonora, YMCA dei Village People, brano iconico della cultura gay, paradossalmente adottato da una base elettorale che spesso identifica il patriottismo con i soli colori "bianco, rosso e blu".

"Gli Stati Uniti stanno vincendo come mai prima", ha proclamato Trump, citando i record dei mercati azionari e dell’occupazione. Senza nascondere una vena di rivalsa, ha poi aggiunto che i leader della Nato gli avrebbero confidato come l’America, "un anno fa considerata morta, sia oggi il Paese più attraente al mondo". Dichiarazioni che suonano come una risposta indiretta alle critiche sulle disuguaglianze economiche, al centro delle manifestazioni organizzate dagli avversari politici. A New York, Los Angeles e Chicago, i cortei hanno contrapposto striscioni come No Kings 2.0 alle celebrazioni tradizionali, trasformando il 4 luglio in uno degli eventi più polarizzanti degli ultimi anni.

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