Beatrice Venezi, i segreti della direttrice d'orchestra tra compleanno, vita privata e le polemiche alla Fenice

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Compie trentasei anni oggi, 5 marzo, Beatrice Venezi, la direttrice d'orchestra lucchese che da tempo ormai è al centro dell'attenzione non solo per le sue qualità artistiche, ma anche per le scelte di programmazione e, inevitabilmente, per le sue posizioni pubbliche. Nata a Lucca nel 1990, figlia di Gabriele Venezi, immobiliarista ed ex dirigente nazionale di Forza Nuova (fu candidato a sindaco della città toscana nel 2007), la Venezi ha intrapreso un percorso di studi che l'ha portata a diplomarsi in pianoforte all'Istituto Superiore di Studi Musicali Rinaldo Franci di Siena nel 2010, dopo la maturità conseguita al liceo artistico. Una carriera, la sua, che l'ha vista salire sui podi più importanti, dalla New Japan Philharmonic al Teatro Colón di Buenos Aires, dove è direttrice principale ospite, passando per il Festival Puccini di Torre del Lago e collaborazioni con artisti del calibro di Plácido Domingo e Vittorio Grigolo. Un curriculum che Forbes Italia ha premiato nel 2018 inserendola tra i cento under trenta più promettenti, e che Fortune ha successivamente riconosciuto tra i quaranta under quaranta. Una carriera rapida, la sua, costruita però in buona parte all'estero, una scelta che la stessa Venezi ha più volte motivato con una minore resistenza riscontrata fuori dai confini nazionali.

La bufera alla Fenice e la gestione delle consulenze

Proprio il suo nome, e le modalità con cui è stato associato al Teatro La Fenice di Venezia, sono diventati l'epicentro di un terremoto che negli ultimi mesi ha scosso le fondamenta della prestigiosa fondazione veneziana. La sua nomina a direttrice musicale, annunciata per l'ottobre del 2026, era stata decisa dal sovrintendente Nicola Colabianchi senza il consueto confronto con l'orchestra, scatenando immediate e vibranti proteste da parte dei lavoratori. Una contestazione trasversale, quella di orchestrali, coro e maestranze, che ha portato a stati di agitazione, scioperi – come quello che il 17 ottobre ha fatto saltare la prima del Wozzeck di Berg – e persino a una raccolta di firme contro la direttrice. I sindacati, Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil e Fials Cisal in testa, hanno più volte puntato il dito contro quella che definiscono una gestione poco trasparente e dannosa per l'immagine del teatro, culminata con la richiesta formale delle dimissioni del sovrintendente Colabianchi.

Le dimissioni di Domenico Muti e il clima di tensione

In questo clima già incandescente si è inserita, nei giorni scorsi, la vicenda che ha visto protagonista Domenico Muti, figlio del celebre direttore Riccardo Muti e manager culturale. Chiamato a novembre da Colabianchi come consulente esterno per le tournée internazionali con un contratto triennale da trentamila euro annui, Muti ha deciso di recedere con effetto immediato, rinunciando anche ai compensi già maturati ma non ancora percepiti. Una decisione comunicata con una lettera indirizzata allo stesso Colabianchi, nella quale Muti spiegava come il clima creatosi attorno a lui non gli consentisse più di portare avanti l'incarico con serenità. Un fulmine a ciel sereno, se si considera che la sua consulenza, avviata a novembre, era passata inosservata per mesi, fino a quando le dichiarazioni del padre Riccardo Muti su Venezi non hanno spinto qualcuno a frugare nell'amministrazione trasparente del teatro, portando alla luce l'incarico e innescando una nuova ondata di polemiche.

La replica dei sindacati e la posizione della Venezi

La reazione dei sindacati non si è fatta attendere, e in una nota congiunta hanno parlato di un grave danno all'immagine del teatro prodotto dalla gestione di Colabianchi, una gestione che a loro dire continua a generare fratture interne e danni d'immagine. Nella loro analisi, la vicenda Muti si inserisce perfettamente in un solco già tracciato: dalla discussa nomina di Beatrice Venezi alle tensioni sul welfare, fino a quest'ultimo episodio, il sovrintendente non avrebbe mai saputo costruire un percorso di condivisione e trasparenza. Di parere opposto, naturalmente, il sovrintendente Colabianchi, che parla di accuse infondate e strumentalizzazioni capaci di mandare in fumo mesi di lavoro e opportunità economiche importanti, come le tournée in Cina, Giappone ed Emirati Arabi che Muti avrebbe dovuto organizzare e che avrebbero potuto portare introiti per circa un milione di euro l'anno.

Dall'altra parte dell'oceano, intanto, dove era impegnata per lavoro, Beatrice Venezi ha rotto il silenzio solo a gennaio, in occasione di una conferenza stampa a Pisa per la Carmen che avrebbe diretto al teatro Verdi. Con una certa spavalderia, e una battuta fulminea – «Ma perché, è successo qualcosa? Io non mi sono accorta di niente» – ha liquidato le polemiche, sottolineando come all'estero ci si chieda come sia possibile che un teatro finanziato con fondi pubblici venga di fatto gestito dai sindacati in un contesto che ha definito anarchico. Una frase, quest'ultima, che ha ulteriormente alimentato il dibattito, incentrandolo non solo sul suo curriculum, giudicato da molti non all'altezza del ruolo, ma anche sul ruolo che le rappresentanze sindacali possono e devono giocare nelle scelte artistiche di una fondazione lirica. La direttrice, che ha sempre declinato al maschile la sua professione – direttore, non direttrice – e si è più volte detta contraria alle quote rosa, ritenendole una misura ghettizzante, sembra intenzionata a giocare la partita fino in fondo, senza mostrare cedimenti. Un atteggiamento che, unito alla sua nota vicinanza a esponenti della destra di governo, le è valso l'appellativo di "bacchetta nera" e che, probabilmente, continuerà ad alimentare polemiche e discussioni nei prossimi mesi, in attesa del suo esordio sul podio della Fenice.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.