Flydubai, il piano B di Israele: pronti ad abbattere l'aereo. Trump: "Dietro c'è l'Iran"

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Israele era pronto a ordinare l'abbattimento del volo Flydubai Fz1073 con tutti i passeggeri a bordo. Lo hanno riferito fonti di Tel Aviv al canale statunitense Cbs News, ricostruendo i minuti in cui il copilota omanita ha aggredito il comandante, facendo precipitare l'aereo in una brusca picchiata. Secondo le fonti, nell'ambito di un protocollo per un potenziale incidente simile all'11 settembre, l'aeronautica israeliana ha tentato di contattare la cabina di pilotaggio senza ricevere risposta, ha fatto decollare i caccia e ha chiuso lo spazio aereo.

I jet sono stati richiamati quando l'aereo ha cambiato rotta verso l'Arabia Saudita per l'atterraggio di emergenza. La decisione di colpire il velivolo sarebbe spettata al primo ministro Benjamin Netanyahu, un esito che, secondo le fonti, sarebbe stato preferibile rispetto a un possibile schianto contro l'aeroporto Ben Gurion o un altro obiettivo sensibile.

La dinamica dell'attacco e il ruolo del comandante

L'aggressione è avvenuta quando il velivolo era in avvicinamento a Israele. Il copilota ha utilizzato l'ascia di emergenza presente in cabina per colpire il comandante, tentando di prendere i comandi dell'aereo e di far schiantare il Boeing. Nonostante le ferite riportate, il comandante è riuscito ad aprire la porta della cabina di pilotaggio, consentendo a passeggeri e membri dell'equipaggio di intervenire per fermare l'aggressore. L'aereo, con a bordo 174 passeggeri e otto membri dell'equipaggio, ha effettuato un atterraggio di emergenza in territorio saudita.

La procura generale degli Emirati Arabi Uniti ha confermato che il copilota stava eseguendo un atto terroristico, precisando che le indagini proseguono per accertare tutte le circostanze e le eventuali connessioni.

Il sospetto e il divieto di volo in Oman

Il copilota, identificato come Hamam al-Hammami, cittadino omanita di 29 anni, secondo quanto riportato da fonti informative al Wall Street Journal era stato interdetto al volo dalle autorità del suo Paese per il timore che avesse adottato posizioni ideologiche radicali. Nonostante il divieto, era stato assunto da Flydubai e aveva ottenuto l'incarico di operare sulla rotta che collega gli Emirati Arabi Uniti a Tel Aviv. Non è chiaro se l'Oman abbia condiviso con altri Paesi o con la compagnia aerea le preoccupazioni relative alla sua radicalizzazione.

Le indagini condotte negli Emirati Arabi Uniti, coordinate dal procuratore generale Hamad Saif Al Shamsi, mirano a stabilire il movente e a esaminare le prove materiali e digitali.

Le dichiarazioni di Trump e il contesto internazionale

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato di ritenere personalmente che l'Iran sia responsabile del tentato dirottamento. Rispondendo alle domande dei giornalisti alla Casa Bianca, Trump ha affermato che, in base alle informazioni ricevute, la risposta è affermativa, pur precisando che le verifiche sono in corso. Alla domanda su una possibile rappresaglia statunitense qualora Teheran fosse confermata dietro l'attacco, il presidente ha risposto che l'Iran verrà colpito "molto duramente".

Il primo ministro israeliano ha definito l'episodio un incidente di sicurezza molto grave e ha dichiarato che Israele sta valutando se il copilota abbia agito da solo o su mandato di qualcuno, promettendo che chi lo ha inviato pagherà un prezzo elevato.

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