Israele era pronto ad abbattere il volo Flydubai, la decisione spettava a Netanyahu

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Israele era pronto ad abbattere il volo Flydubai FZ1073 con tutti i passeggeri a bordo. Fonti di Tel Aviv hanno riferito al canale statunitense Cbs News che, riguardo al tentato dirottamento del velivolo in rotta da Dubai verso Tel Aviv, il cosiddetto piano B era già stato predisposto: qualora fosse emerso il rischio di un nuovo 11 settembre, con un possibile schianto contro l'aeroporto Ben Gurion, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu avrebbe ordinato di colpire l'aereo.

La ricostruzione dei minuti di emergenza

Secondo le fonti citate dall'emittente americana, dopo l'aggressione in cabina di pilotaggio e la brusca discesa del velivolo, l'aeronautica israeliana ha tentato di contattare i piloti senza ricevere risposta. A quel punto sono stati fatti decollare i caccia e lo spazio aereo israeliano è stato chiuso. Gli aerei da guerra sono stati richiamati non appena è stato chiaro che il volo aveva cambiato rotta dirigendosi verso l'Arabia Saudita per un atterraggio di emergenza.

Le stesse fonti hanno precisato che, se l'aereo avesse continuato ad avvicinarsi a Israele, i jet israeliani sarebbero entrati nello spazio aereo giordano per tentare un contatto visivo con la cabina di pilotaggio e valutare la situazione. La decisione finale sarebbe spettata esclusivamente al primo ministro.

L'aggressione e il ruolo del comandante

L'episodio risale allo scorso 30 settembre. Il copilota, un cittadino omanita, ha aggredito il comandante con un'ascia di emergenza all'interno della cabina, tentando di assumere il controllo dei comandi del Boeing 737. Il comandante, il cittadino indiano Smit Machchhar, è rimasto ferito in modo grave ma è riuscito ad aprire la porta della cabina, consentendo a passeggeri e membri dell'equipaggio di intervenire e immobilizzare l'aggressore.

A bordo erano presenti anche due piloti fuori servizio che hanno preso il controllo del velivolo, facendolo atterrare a Tabuk, in Arabia Saudita.

Le dichiarazioni di Trump sull'Iran

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, interpellato dai giornalisti alla Casa Bianca, ha dichiarato di ritenere personalmente che dietro il tentativo di dirottamento ci sia l'Iran. «Sì, personalmente lo penso», ha risposto Trump, senza però fornire elementi a sostegno della sua convinzione. Il presidente americano ha anche avvertito che, qualora venisse confermato un coinvolgimento di Teheran, l'Iran verrebbe colpito «molto duramente».

Il vicepresidente JD Vance, dal canto suo, ha dichiarato di non aver visto finora prove conclusive di un legame iraniano.

Le indagini in corso

Il procuratore generale degli Emirati Arabi Uniti, Hamad Saif Al Shamsi, ha confermato che le indagini hanno accertato come il copilota abbia «iniziato l'esecuzione di un atto terroristico» durante il volo. Le autorità emiratine stanno esaminando il telefono del sospetto e il suo profilo per ricostruire eventuali contatti. Lo Shin Bet israeliano partecipa agli interrogatori, mentre la censura militare ha autorizzato la diffusione della notizia.

Secondo quanto riferito dall'emittente israeliana Channel 12, il copilota avrebbe dichiarato agli investigatori di aver agito per «morire da martire» e di «voler vendicare Gaza».

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