Maltempo in Friuli, fango e vittime: un bilancio che peggiora
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Redazione Interno
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Il Nord Italia, piegato da un’ondata di maltempo particolarmente violenta, conta i suoi danni e le sue vittime, mentre il Friuli Venezia Giulia, la regione più colpita, affronta una delle sue notti più lunghe. Due i morti accertati e due i dispersi, un bilancio che le continue ricerche e il persistere delle condizioni avverse rischiano di rendere ancor più grave. Case invase dal fango, alluvioni e nubifragi hanno segnato il paesaggio di diverse località, trasformando strade e abitazioni in un panorama di distruzione, dove la forza dell’acqua ha scavato solchi profondi e ha portato con sé ogni cosa. La situazione, definita da molti come drammatica, ha visto il concentrarsi degli eventi più tragici nella notte, quando la pioggia incessante ha saturato i terreni, innescando fenomeni franosi improvvisi e letali.
La frana di Brazzano
A Brazzano, frazione del comune di Cormons in provincia di Gorizia, la misura dell’intensità delle precipitazioni si è tradotta in numeri precisi e spaventosi: la stazione pluviometrica locale ha registrato, in poche ore, un picco di precipitazione oraria pari a 50,8 millimetri, una quantità d’acqua tale da non poter essere smaltita dal terreno. È in questo contesto che si è staccata la colata di fango che ha investito con violenza alcuni edifici, tra i quali un’abitazione che è stata quasi completamente travolta. I Vigili del fuoco, supportati dai volontari della Protezione Civile, sono intervenuti immediatamente nelle prime ore del mattino, riuscendo a trarre in salvo una persona ancora viva tra le macerie, un raggio di luce in una situazione altrimenti dominata dall’oscurità. Le operazioni, condotte con tempestività nonostante le avverse condizioni meteorologiche, hanno però dovuto immediatamente confrontarsi con il bilancio di due dispersi, le cui sorti hanno tenuto con il fiato sospeso l’intera zona.
Il ritrovamento e la sospensione delle operazioni
Dopo oltre dodici ore di ricerche ininterrotte, condotte con tenacia dai soccorritori che hanno scavato instancabilmente nel fango e tra le macerie, è stato possibile individuare il Corpo senza vita di una delle due persone date per disperse. Si tratta di Guerrina Skocaj, 83 anni, la cui abitazione era stata investita in pieno dalla frana. Poco prima era stato recuperato il corpo della prima vittima, un uomo di 32 anni, originario della Germania, il cui sacrificio, come è emerso dalle prime ricostruzioni, è stato compiuto nel tentativo di portare in salvo proprio l’anziana vicina. Le operazioni di recupero della donna, tuttavia, hanno subito una brusca interruzione; i Vigili del fuoco, infatti, hanno dovuto momentaneamente sospendere le attività a causa del persistere del maltempo, che rende la zona instabile e non garantisce condizioni di sicurezza minime per gli operatori.
Un atto di generosità e il tributo della popolazione
Proprio la dinamica che ha coinvolto il giovane tedesco ha aggiunto un tassello di profonda commozione a una tragedia già segnata dalla forza della natura. Il suo gesto, un atto di eroismo spontaneo che lo ha spinto a mettere a repentaglio la propria vita per salvare quella di un’altra persona, ha scosso profondamente i residenti della frazione, molti dei quali hanno voluto rimanere sul posto, nonostante il fango e il disagio, per seguire le operazioni e sperare in un esito diverso. Quando, dopo una notte di attesa, il corpo del ragazzo è stato portato alla luce, dalla piccola folla radunata è partito un applauso commosso, un tributo silenzioso e sentito non solo verso la vittima, ma anche verso l’immane sforzo compiuto dai soccorritori, che hanno lavorato nel buio e sotto la pioggia battente senza mai arrendersi. Un gesto di umanità che ha unito, in quel momento, chi aiutava e chi osservava, in una comunità ferita ma non rassegnata.




