Elezioni provinciali ad Avellino, il nuovo consiglio e il ruolo dei civici: eletto anche un esponente di Noi di centro

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il rinnovo del Consiglio provinciale di Avellino, sancito dalla tornata elettorale di secondo livello che domenica ha visto chiamati al voto sindaci e consiglieri comunali dei centodiciassette comuni del territorio irpino escluso il capoluogo commissariato, ridisegna gli equilibri del cosiddetto Parlamentino di Palazzo Caracciolo. Con un’affluenza che ha sfiorato la totalità degli aventi diritto, attestandosi sopra il novantatré per cento, la composizione del nuovo organo consiliare è il frutto di un voto ponderato che ha premiato in termini assoluti il Partito Democratico, primo partito per consensi raccolti, ma ha contestualmente sancito l’avanzata delle liste civiche e delle formazioni riconducibili all’area moderata e al centrodestra. Tra i dodici eletti, spiccano i tre rappresentanti di “Proposta Civica per l’Irpinia”, la lista che ha saputo ritagliarsi uno spazio rilevante nel nuovo panorama politico provinciale.

Il risultato di Proposta Civica e l’ingresso di Renzulli

La lista “Proposta Civica per l’Irpinia”, che alle spalle vanta un’alleanza strategica tra Casa Riformista e il movimento Noi di Centro guidato da Clemente Mastella, conquista tre seggi grazie all’elezione di Fausto Picone, sindaco di Candida e risultato essere il candidato più votato dell’intero consesso con un so numero di preferenze ponderate, Enrico Montanaro, primo cittadino di Baiano, e Katia Renzulli, consigliera comunale in carica a Monteforte Irpino. Proprio la Renzulli, la cui elezione è stata accolta con favore dal leader nazionale di Noi di Centro, rappresenta una delle novità di questa tornata, testimoniando la capacità del progetto centrista di radicarsi e di ottenere una propria rappresentanza specifica, in un’alleanza più ampia che complessivamente si attesta come seconda forza politica della provincia per numero di voti ponderati raccolti, ovvero ventiduemila e ottantacinque, dietro solamente ai democratici fermi a venticinquemila e quattrocentotrentacinque. Il risultato, per i promotori, assume una valenza particolare considerando l’alta partecipazione al voto e la distribuzione del consenso nelle varie fasce demografiche, laddove la lista è risultata la più votata nei comuni con popolazione fino a tremila abitanti, a dimostrazione del lavoro capillare svolto tra gli amministratori locali.

L’analisi del voto e la nuova geografia politica

L’architettura del nuovo consiglio provinciale si compone di dodici membri espressione di cinque differenti liste, in un quadro che vede il Partito Democratico, nonostante il primato in termini di voti, ridimensionato nella rappresentanza effettiva a tre consiglieri, affiancato sullo stesso numero da “Hirpinia Libera”, lista che raccoglie l’eredità del centrodestra con i tre eletti di Forza Italia, e da “Proposta Civica per l’Irpinia”. Seguono “Avanti per l’Irpinia”, la lista che include esponenti del Movimento 5 Stelle e socialisti ed è sostenuta dal presidente uscente della Provincia Rino Buonopane, con due seggi, e infine “Davvero Avellino” con un singolo rappresentante. L’assenza del comune capoluogo, i cui amministratori non hanno preso parte al voto a causa del commissariamento, ha inevitabilmente inciso sulla composizione, amplificando il peso specifico dei sindaci e dei consiglieri dei centri minori, chiamati a esprimere le proprie preferenze in un sistema che valorizza il radicamento territoriale e la capacità di costruire reti di relazioni tra gli enti locali.

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