Kelly Doualla, la 15enne che ha detto no ai mondiali: "Prima c'è la scuola"
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Redazione Sport
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"Doualla è più italiana di tutti noi". Erika Saraceni, campionessa europea under 20 nel salto triplo, non usa mezzi termini quando parla della giovane velocista Kelly Doualla, reduce da un'estate di trionfi. Le polemiche sulla sua identità – alimentate da chi ha voluto ridurre tutto al colore della pelle – sono state spazzate via da una verità semplice e incontestabile: quella di un’adolescente che, pur avendo conquistato in poche settimane quattro titoli internazionali, ha scelto di mettere al primo posto gli studi.
La decisione di rinunciare a un’eventuale convocazione per i mondiali di Tokyo – dove avrebbe potuto correre con la staffetta 4x100 – è arrivata ieri, comunicata alla Fidal dal suo allenatore, Walter Monti. Un "no" ponderato, condiviso con la famiglia, e motivato da ragioni che vanno oltre la pista. "Necessario staccare la spina dopo mesi intensi e proteggere il suo percorso scolastico", ha spiegato Monti, sottolineando come la stanchezza fisica e mentale, unita agli impegni di scuola, abbiano reso impraticabile l’ipotesi di un viaggio in Giappone.
Doualla, che a soli 15 anni ha già un personale di 11"21 sui 100 metri – miglior tempo europeo under 18 della stagione – ha dimostrato una maturità insolita per la sua età. Dopo aver dominato agli Europei under 20 di Tampere, dove ha vinto l’oro nei 100 metri lo stesso giorno in cui Saraceni trionfava nel salto triplo, avrebbe potuto cogliere l’occasione per affacciarsi al mondo dell’élite. Eppure, ha preferito rimanere a Sant’Angelo Lodigiano, lasciando ad altri la corsa verso Tokyo.
La Federazione, tramite il presidente Stefano Mei, aveva espresso apertura alla sua inclusione nel team azzurro, ma non ha opposto resistenze alla rinuncia. Una scelta rispettata anche da chi, come Saraceni, ne ha difeso il valore simbolico: "Non c’entra la pelle, ha 15 anni e ha vinto la gara regina". Un messaggio chiaro, che chiude ogni discussione sul fatto che l’atletica italiana possa o meno riconoscersi in un talento così precoce.




