Il nuovo conto termico 3.0, dal 25 dicembre via alle prenotazioni per la pubblica amministrazione
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Redazione Economia
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Con la pubblicazione del decreto ministeriale del 7 agosto 2025, si delinea ora il quadro normativo del cosiddetto "conto termico 3.0", uno strumento di incentivazione che, a partire dal prossimo 25 dicembre, andrà a regolare gli interventi di piccole dimensioni per l’efficienza energetica e per la produzione di calore da fonti rinnovabili. L’entrata in vigore del provvedimento, che consta di 31 articoli e 2 allegati tecnici, è subordinata alla pubblicazione delle regole applicative da parte del Gestore dei Servizi Energetici e al conseguente aggiornamento delle piattaforme informatiche dedicate, come il "Portaletermico"; un passaggio tecnico, questo, non secondario, che ne determinerà la piena operatività. Le domande che saranno presentate fino al 24 dicembre 2025 rimarranno invece soggette alla disciplina precedente, quella del "conto termico 2.0", secondo quanto stabilito dall’articolo 30 del nuovo decreto.
Le novità introdotte dalla misura
Il provvedimento introduce significative innovazioni sia per quanto concerne la tipologia degli interventi ammessi, sia per la platea dei soggetti beneficiari, andandosi a collocare in un momento di generale ridimensionamento degli strumenti di sostegno al settore edilizio. La Federazione FINCO, alla quale aderiscono quaranta associazioni di categoria i cui membri sono direttamente coinvolti nell’applicazione del meccanismo, ha seguito con attenzione l’iter del decreto. Questa nuova versione del conto termico si propone come lo strumento più aggiornato e potente per supportare la transizione energetica nel patrimonio immobiliare, pubblico e privato, puntando su tecnologie concrete per la generazione di energia termica da fonti pulite.
Una guida per orientarsi tra le opportunità
Il conto termico 3.0, la cui attivazione è prevista per la fine dell’anno, rappresenta un’evoluzione importante del meccanismo di incentivazione, rivolgendosi alle pubbliche amministrazioni, alle imprese e ai singoli cittadini. L’obiettivo dichiarato è quello di accelerare il miglioramento delle prestazioni energetiche degli edifici, favorendo la sostituzione di impianti obsoleti e l’installazione di tecnologie più efficienti. La misura, che si articola in un quadro di regole complesso, si distingue per il suo approccio volto a premiare gli interventi di piccola taglia, i quali, sebbene singolarmente di dimensioni contenute, collettivamente possono contribuire in maniera decisiva al raggiungimento degli obiettivi nazionali in materia di energia e clima.
L’impatto sul sistema energetico nazionale
L’implementazione del nuovo schema incentivante è attesa con interesse dagli operatori di settore, i quali vedono in questo strumento una possibilità di rilancio per le attività legate alla riqualificazione energetica. La sua architettura, più articolata rispetto al passato, mira a ottimizzare la distribuzione delle risorse pubbliche, indirizzandole verso quelle soluzioni tecnologiche che garantiscono le maggiori ricadute positive in termini di risparmio energetico e di riduzione delle emissioni. L’ausilio del GSE rimane fondamentale per la gestione delle richieste, assicurando la trasparenza e la correttezza delle procedure di accesso agli incentivi, che verranno erogati secondo modalità e tempistiche ben definite.




