Scatta la corsa al Conto termico, lavori da finire per il 25 dicembre
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Redazione Economia
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Chi ha avviato, nel solco delle disposizioni del Conto termico 2.0 – quelle fissate dal decreto ministeriale del 16 febbraio 2016 – progetti di efficientamento energetico, si trova ora a dover fronteggiare una scadenza improrogabile. L’orizzonte temporale per concludere i cantieri, infatti, è fissato al 25 dicembre 2025, giorno in cui il nuovo decreto del 7 agosto 2025, che introduce il Conto termico 3, entrerà pienamente in vigore, sostituendo il quadro normativo precedente. Si delinea, pertanto, una corsa contro il tempo per tutti i soggetti coinvolti, i quali, per non vedersi precluso l’accesso agli aiuti previsti dal vecchio sistema, devono necessariamente completare gli interventi avviati prima di quella data, che segna un confine netto tra due regimi incentivanti differenti.
Il nuovo quadro normativo
Il D.M. 7 agosto 2025, composto da un articolato di 31 articoli e due allegati tecnici, disegna il terzo “conto termico”, un meccanismo di sostegno che si propone di rilanciare gli investimenti per l’efficientamento energetico e per la produzione di calore da fonti rinnovabili, con un’attenzione particolare agli interventi di piccola dimensione. La sua pubblicazione, dopo un periodo di attesa, definisce un panorama più aggiornato e potente di incentivi, destinati a una platea ampia che include pubbliche amministrazioni, imprese e privati cittadini. Questo nuovo strumento, che andrà a collocarsi in una congiuntura caratterizzata da un sostanziale ridimensionamento dei bonus edilizi, introduce significative novità sia per quanto concerne le tipologie di intervento ammesse, sia per la definizione dei soggetti beneficiari.
Le implicazioni per il settore
L’entrata in vigore del Conto termico 3.0, prevista per la fine dell’anno, rappresenta un passaggio cruciale per tutte quelle realtà associative di categoria – come quelle aderenti alla Federazione FINCO, che ne conta quaranta – i cui soci sono direttamente e fortemente interessati all’operatività del nuovo schema. Le importanti norme applicative contenute nel provvedimento, infatti, vanno a modificare le regole del gioco in un momento delicato, offrendo un canale alternativo di supporto in un periodo di ridefinizione degli aiuti per il settore edilizio. L’obiettivo dichiarato rimane quello di accelerare la transizione energetica negli edifici, finanziando attraverso gli incentivi una serie di interventi tecnici concreti che possano migliorarne le prestazioni.
La transizione tra i due regimi
Il periodo che separa dalla data del 25 dicembre si configura, dunque, come una fase di transizione nella quale gli operatori devono destreggiarsi tra la necessità di portare a compimento i lavori iniziati sotto l’egida del vecchio decreto e la preparazione per affrontare le opportunità e gli adempimenti richiesti dalla nuova normativa. Il Conto termico 3.0, con il suo articolato quadro di regole, si appresta a diventare lo strumento di riferimento, sebbene la sua piena operatività sarà raggiunta solo dopo il superamento della scadenza che segna la fine definitiva del precedente sistema, creando una finestra temporale durante la quale le due normative coesisteranno, seppur con ambiti di applicazione distinti.




