Ljubicic frena l’euforia su Zverev: “Sinner e Alcaraz restano più forti”

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Sport Redazione Sport   -   Il primo titolo dello Slam vinto da Alexander Zverev, quello conquistato domenica scorsa sul campo del Roland Garros ai danni dell’italiano Flavio Cobolli, non ha affatto cambiato le gerarchie del circuito secondo Ivan Ljubicic.

L’ex numero tre del mondo, che in passato ha ricoperto il ruolo di allenatore per Roger Federer, ha riconosciuto il peso specifico del successo del tedesco a Parigi; allo stesso tempo, però, ha invitato l’ambiente a non trasformare quella che rimane una vittoria storica – la prima in un major per il 29enne di Amburgo – in un automatico e rivoluzionario cambio dei rapporti di forza.

La concreta analisi dell’ex coach di Federer

In una dichiarazione ripresa da We Love Tennis, il croato è stato piuttosto chiaro nel ridimensionare la portata dell’impresa del teutonico, spiegando come il risultato ottenuto non rappresenti affatto una trasformazione tecnica o tattica del suo stile: “Non credo che cambierà molto. Quello che è cambiato per Sascha è il risultato, ma non il suo modo di giocare”.

Ljubicic, che con lo svizzero ha condiviso momenti complicati ma anche trionfi importanti come l’Australian Open del 2017, ha poi aggiunto un’ulteriore riflessione: “È una vittoria importante, senza dubbio, ma non rappresenta una trasformazione. Ha vinto una partita che doveva vincere, ma Sinner e Alcaraz restano più forti”.

Una lettura, la sua, che restituisce alla perfezione lo stato attuale del tennis mondiale, dove il tedesco – nonostante l’agognato alloro parigino – sembra destinato a rimanere sempre il primo del secondo gruppo, quel giocatore che in campo preferisce aspettare e il cui esito degli incontri, come sottolinea lo stesso ex tennista, non sempre dipende da lui.

Zverev e l’ammissione di fortuna: “Meglio non aver incrociato Sinner”

Lo stesso Zverev, a distanza di qualche giorno dal trionfo sulla terra rossa, ha fornito ai giornalisti del sito ufficiale dell’ATP un ritratto sincero della sua impresa, rivelando un retroscena significativo che sembra dare ragione all’analisi di Ljubicic.

Il nuovo campione, che ha dovuto sudare per quasi quattro ore e mezza prima di aver ragione di Cobolli, ha infatti ammesso pubblicamente di essere stato favorito dal percorso del draw: il fatto di non aver dovuto incrociare sulla propria strada l’altoatesino Jannik Sinner – un avversario che lo aveva battuto in tutti gli ultimi confronti diretti – è stato un elemento cruciale per la riuscita del suo progetto.

Un’affermazione, questa, che non sminuisce la portata del successo ma che anzi lo contestualizza in un quadro realistico, lontano da quella narrativa epica che spesso accompagna i primi allori Slam. E del resto, la statistica recente racconta di un Sinner capace di vincere tre titoli consecutivi del Masters 1000 subito prima del major parigino, perdendo un solo set in diciassette vittorie, mentre Alcaraz si presentava al via della competizione forte del successo nel recente Internazionali d’Italia.

La reazione a caldo del tedesco e i messaggi dei rivali

Nonostante la consapevolezza di aver magari schivato l’ostacolo più temibile, l’emozione per Zverev è stata comunque dirompente, tale da cancellare – o almeno da sovrascrivere – i ricordi dolorosi legati a quello stesso campo. Il tedesco, che nel 2022 aveva rimediato un brutto infortunio alla caviglia proprio sui terra battuta parigina, ha raccontato ai canali ufficiali del circuito di aver provato un misto di sollievo e gioia: “Non ho realizzato di aver vinto finché non ho visto il mio angolo esultare. Soprattutto mio padre che alzava le braccia al cielo”.

E proprio in quelle ore convulse successive al match point, il telefono del nuovo re di Parigi ha vibrato senza sosta: a scrivergli sono stati tutti i più grandi, da Rafa Nadal – che lo ha seguito passo passo durante tutto il torneo – a Novak Djokovic, passando naturalmente per i suoi diretti competitor, Carlos Alcaraz e lo stesso Jannik Sinner, oltre a campioni di altri sport come Thomas Müller, Mats Hummels e Joshua Kimmich.

Un tributo di stima che sottolinea l’importanza di un traguardo atteso per anni, e che ora, come ha dichiarato l’interessato, gli toglie un peso enorme dalle spalle: “Non importa cosa succederà d’ora in poi, sarò sempre un campione dello Slam, e nessuno potrà portarmelo via”.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.