Sindaci, il campo largo vince in Campania ma il centrodestra resiste con i civici

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Se nei capoluoghi italiani il verdetto dei ballottaggi si chiude con un sostanziale pareggio, consegnando un risultato di tre a tre alle principali coalizioni, in Campania il quadro politico emerge con contorni ben più definiti e favorevoli al centrosinistra.

La coalizione progressista, forte dell’onda lunga del cosiddetto "campo largo", esulta per una tornata che, l’ultima prima delle politiche, la vede conquistare comuni strategici, infliggendo al contempo un ridimensionamento alla compagine di centrodestra, la quale riesce a piantare la propria bandierina soltanto in due realtà del salernitano, Cava de’ Tirreni e Angri, dove però il successo arriva grazie a candidature civiche piuttosto che a simboli di partito tradizionali.

L’espugnazione dei fortini e il crollo dell’affluenza

L’analisi dei flussi elettorali rivela un dato che, per quanto trasversale, non può essere trascurato: in tutti e dieci i comuni campani chiamati al secondo turno, si registra una netta e consistente flessione della partecipazione al voto, un distacco che conferma una tendenza ormai consolidata, quella dell’eletto che paga il prezzo della minore mobilitazione dei propri elettori rispetto al primo turno.

Mentre il Partito Democratico incassa i successi più eclatanti, espugnando storiche roccaforti del centrodestra come Casalnuovo e Somma Vesuviana (due centri che si aggiungono alle precedenti conquiste di Afragola e Sant’Anastasia), emergono altrettanto nitidamente le crepe e le contraddizioni di una lettura trionfalistica della competizione.

La vittoria di Giovanni Nappi a Casalnuovo, dove il candidato del centrosinistra ha operato una rimonta decisiva sulla rappresentante della coalizione guidata da Forza Italia, Nicoletta Romano, rappresenta indubbiamente il colpo più duro per il centrodestra, che si vede strappare un municipio considerato a lungo un proprio feudo.

Pompei, la sconfitta che brucia nel campo largo

Se da un lato i vertici democratici, a cominciare dal segretario regionale Piero De Luca e dal presidente del Consiglio regionale Massimiliano Manfredi, rivendicano un successo netto contro una destra giudicata "antimeridionale", dall’altro lato emerge una dissonanza difficilmente ignorabile, quella che riguarda la sconfitta in una delle città più simboliche del circuito turistico e archeologico, Pompei.

Qui, nonostante la mobilitazione del campo largo attorno alla figura del candidato Salvatore Alfano, ha trionfato il medico civico Giuseppe Tortora, il quale, forte di un’alleanza trasversale che ha raccolto consensi anche da Forza Italia, ha dimostrato come il civismo possa talvolta rivelarsi un’arma più efficace della tradizionale appartenenza partitica.

La medesima dinamica si ripete a Sorrento, dove la coalizione di centrodestra, schierata dietro l’avvocato Corrado Fattorusso, ha avuto la meglio sull’ex sindaco Ferdinando Pinto, espressione del centrosinistra, in un comune che usciva da un lungo commissariamento seguito a un’inchiesta giudiziaria che aveva travolto la precedente amministrazione.

Le sfide familiari e l’ascesa delle sindache

Scendendo nel dettaglio dei singoli municipi, la cronaca del voto restituisce scenari quasi romanzeschi, come ad Angri dove la competizione per la fascia tricolore ha assunto i contorni di un derby familiare: a spuntarla è stato Alfonso Scoppa, il quale ha battuto al ballottaggio lo zio, Pasquale Mauri, figura già nota alla politica locale per aver ricoperto in passato la carica di primo cittadino.

Nel salernitano, invece, si registra una novità di segno opposto: a Campagna, infatti, è stata eletta la prima sindaca donna della città, Adele Amoruso, che alla guida di un cartello di liste civiche ha raccolto oltre la metà dei consensi, superando lo sfidante Livio Moscato. A San Nicola la Strada, in provincia di Caserta, si è invece consumata una sfida tutta al femminile, vinta da Maria Natale, espressione del campo largo, che ha prevalso su Eligia Santucci, candidata del centrodestra.

Mentre a Frattamaggiore, importante centro dell’hinterland settentrionale di Napoli, si è imposto Luigi Del Prete, il quale ha superato l’omonimo candidato della coalizione avversaria, Pasquale Del Prete, in un’altra singolare sfida tra cognomi, stavolta non imparentati.

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