Tragedia ad Arsiero, 21enne muore annegato dopo una caduta nel torrente Astico
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Redazione Interno
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Un pomeriggio di Pasquetta, tradizionalmente dedicato alle gite fuori porta e al relax all’aria aperta, si è trasformato in una scena di dolore impossibile da prefigurare. Nel tardo pomeriggio di oggi, lunedì 6 aprile, un giovane di 21 anni, residente nella provincia di Padova, ha perso la vita nelle acque del torrente Astico, ad Arsiero, in provincia di Vicenza. L’incidente – avvenuto in una località nota come “la Pria”, frequentatissima proprio in questa giornata di festa da decine di persone giunte per un picnic – ha avuto una dinamica tanto fulminea quanto tragica: il ragazzo, secondo quanto emerso dalle prime ricostruzioni, avrebbe perso l’equilibrio mentre si spostava su alcuni massi che delimitano il corso d’acqua, finendo rovinosamente nel torrente.
La caduta e l’incastro mortale sott’acqua
La zona dell’Astico in quel punto non è certo un placido ruscello: l’acqua scorre con una certa violenza, e la conformazione del letto, costellato di pietre di grandi dimensioni, trasforma ogni minima distrazione in un pericolo concreto. Il giovane, probabilmente nel tentativo di raggiungere una riva o semplicemente di cambiare posizione sui sassi, è scivolato ed è finito in acqua. Qui, a causa della forza della corrente e della sua stessa disperazione nel cercare di riemergere, il è rimasto incastrato tra le rocce, bloccato sott’acqua da un masso che ne ha impedito ogni possibilità di riaffiorare spontaneamente. Gli amici che lo accompagnavano – e che presumibilmente si trovavano a pochi metri di distanza, intenti a trascorrere insieme il lunedì dell’Angelo – hanno assistito alla scena, lanciando immediatamente l’allarme.
Soccorsi tempestivi ma vani: il recupero e la rianimazione
La chiamata al numero unico per le emergenze è arrivata intorno alle ore 19, quando ormai la luce cominciava a calare ma le temperature miti avevano ancora tenuto molte persone all’aperto. Sul posto sono accorsi in pochi minuti i tecnici del Suem, i vigili del fuoco e una pattuglia dei carabinieri. L’intervento dei pompieri è stato decisivo per il recupero della salma: i sommozzatori o i soccorritori fluviali hanno lavorato per liberare il del ragazzo, incastrato sotto il masso in una posizione che rendeva ogni manovra delicata. Una volta portato a riva, il personale sanitario ha praticato per lungo tempo le manovre di rianimazione, tentando in tutti i modi di riattivare il respiro e il battito cardiaco. Purtroppo, ogni sforzo è risultato vano: l’annegamento, reso fatale dall’impossibilità di emergere a causa del blocco tra le rocce, non ha lasciato scampo al ventunenne.
Un luogo amato ma insidioso: la Pria di Arsiero
La contrada Pria, dove si è consumata la tragedia, è una meta classica per chi cerca un contatto diretto con la natura tra i monti vicentini. Non è un caso, spiegano alcuni abitanti della zona, che proprio nei giorni festivi – e Pasquetta lo è per eccellenza – vi si radunino famiglie e gruppi di giovani per mangiare all’aperto, spesso accanto al torrente. Tuttavia, quella stessa bellezza paesaggistica cela delle insidie non sempre valutate con la necessaria attenzione: le rocce affioranti, rese scivolose dall’umidità o dalla presenza di alghe, rappresentano un rischio concreto per chi decide di avventurarvisi sopra. E il giovane padovano, proprio come molti altri prima di lui, potrebbe non aver calcolato fino in fondo la differenza tra un appoggio stabile a secco e la stessa superficie bagnata o in prossimità dell’acqua.
I carabinieri della compagnia di Schio, intervenuti sul posto, hanno avviato i rilievi del caso per ricostruire con esattezza l’esatta dinamica della caduta. Dalle prime informazioni non emergono elementi che facciano pensare a responsabilità altrui: si tratterebbe, con ogni probabilità, di un tragico incidente dovuto a una perdita di equilibrio accidentale. Il corpo del ventunenne è stato trasferito all’obitorio, a disposizione dell’autorità giudiziaria che dovrà eventualmente disporre l’autopsia. Resta il dramma di una vita spezzata in un giorno di festa, sotto lo sguardo impotente degli amici che hanno condiviso con lui fino all’ultimo istante quelle ore di spensieratezza poi trasformatesi in un incubo.




