Tragedia a Pasquetta, 21enne muore annegato nel torrente Astico ad Arsiero

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La giornata di sole e il richiamo della natura, in un’area come la contrada Pria, nel Vicentino, si sono trasformati nell’ennesima, drammatica cronaca di fine stagione. Un ragazzo di 21 anni, residente nella provincia di Padova, ha perso la vita nel tardo pomeriggio di Pasquetta dopo essere finito nelle acque del torrente Astico, nel territorio di Arsiero. La vittima, che stando alle prime informazioni si trovava insieme ad alcuni amici per un picnic, sarebbe scivolata dalle rocce che delimitano una delle pozze più profonde del corso d’acqua – quella che i locali conoscono bene per le sue insidiose caratteristiche – precipitando in un tratto dove la corrente, gelida e imprevedibile, non le ha lasciato scampo.

Un volo di qualche metro e l’acqua che non perdona

Secondo le prime ricostruzioni, ancora parziali e al vaglio dei tecnici, il giovane si trovava su alcuni massi affacciati sull’alveo, un punto particolarmente affollato nei giorni festivi proprio per la sua accessibilità e per la bellezza selvaggia del paesaggio. Forse un equilibrio precario, forse la superficie resa viscida dall’umidità: fatto sta che il ventunenne avrebbe perso l’appoggio, scivolando o – non è ancora chiaro – tuffandosi volontariamente in quello specchio d’acqua che poi gli si è rivelato fatale. I compagni di gita, presenti sulla riva, hanno assistito alla scena senza poter fare nulla, tra l’urlo e l’improvvisa consapevolezza che quel tratto di torrente nasconde pozze profonde fino a nove metri, scavate nella roccia da secoli di piene e correnti traditrici.

I soccorsi e il recupero del nella Pria di Arsiero

La chiamata al numero unico per le emergenze è scattata intorno alle 18, quando gli amici, dopo aver tentato invano di raggiungere il ragazzo, hanno allertato i soccorritori. Sul posto sono accorsi i vigili del fuoco del distaccamento di Schio, supportati dai sommozzatori, e il personale del Suem 118, che però non ha potuto far altro che constatare il decesso una volta che le squadre di ricerca hanno localizzato il senza vita. L’operazione di recupero, resa complessa dalla conformazione impervia dell’area – la cosiddetta “Pria Park”, una stretta gola tra rocce e vegetazione – si è protratta per diverse ore, senza lasciare spazio a speranze. Il magistrato di turno ha disposto il trasferimento della salma all’obitorio, in attesa degli accertamenti che dovranno chiarire ogni residuo dubbio sulla dinamica esatta: se si sia trattato di un semplice scivolone, di un passo falso mentre si cercava un punto migliore per tuffarsi, o di un gesto volontario poi finito in tragedia.

L’incidente che sconvolge il giorno di festa

La vittima, Alessio Nicholas Popa (questo il nome emerso nei primi riscontri), risiedeva a Borgoricco, nel Padovano, e quella di Pasquetta doveva essere solo una gita tra amici, in una giornata calda e assolata dopo le piogge dei giorni precedenti. Il torrente Astico, in quel tratto vicentino, è noto per le sue bellezze naturali ma anche per la pericolosità nascosta: l’acqua, ancora freddissima a fine marzo, favorisce lo shock termico e riduce drasticamente i tempi di reazione. Nessuna accusa o indagine formale per ora, ma i carabinieri della compagnia di Valdagno hanno raccolto le testimonianze dei presenti – tutti giovani come la vittima – per ricostruire ogni istante prima della caduta. Quello che resta è il silenzio delle rocce, il rumore dell’acqua che continua a scorrere indifferente e il dolore di una comitiva che ha visto spegnersi una vita in pochi secondi, proprio mentre intorno la primavera provava a sbocciare.

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