Trump e Putin, sullo sfondo della pace in Ucraina si parla di affari ed energia
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Esteri
-
Mentre il conflitto in Ucraina entra nel suo 1.281esimo giorno, i negoziati di pace tra Washington e Mosca, che procedono su un binario riservato, avrebbero incluso, stando a quanto riferito da cinque fonti interpellate dalla Reuters, anche discussioni su possibili intese energetiche. Tali accordi, presentati come incentivi per spingere il Cremlino verso una cessazione delle ostilità, mirerebbero a consentire agli Stati Uniti di allentare progressivamente alcune sanzioni contro la Russia.
Nel dettaglio, i funzionari delle due potenze avrebbero esaminato la concreta possibilità che il colosso statunitense Exxon Mobil possa fare ritorno nel grande progetto russo di petrolio e gas Sakhalin-1, dal quale si era ritirato nel 2022 a seguito dell’invasione dell’Ucraina. Non solo: sarebbe stata valutata persino l’ipotesi che Mosca possa acquisire, in un futuro prossimo, attrezzature e tecnologie statunitensi per i suoi ambiziosi progetti di gas naturale liquefatto (Gnl), un settore dove la Russia punta a espandersi nonostante le restrizioni.
Questa linea di trattative riservate troverebbe un riscontro nelle rivelazioni del ‘Wall Street Journal’, secondo le quali Exxon avrebbe già condotto, in proprio, colloqui segreti con la società energetica di Stato russa Rosneft. L’obiettivo, in quel frangente, era esplorare le condizioni per un rientro della major americana nel paese, andando sostanzialmente a occupare gli spazi lasciati vacanti dalle compagnie europee, costrette a ritirarsi a causa delle politiche sanzionatorie decise da Bruxelles




