Europa League, Italiano a Birmingham: “Proviamoci” ma “non giudicatemi da questa gara”
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Redazione Sport
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BIRMINGHAM – La vigilia del quarto di finale di ritorno, quello che questa sera vedrà il Bologna scendere in campo sul prato del Villa Park per ribaltare il 3-1 subito all’andata, ha restituito l’immagine di un Vincenzo Italiano consapevole dell’impresa titanica che lo attende, ma anche deciso a proteggere il lavoro costruito in due anni da eventuali facili giudizi liquidatori. L’allenatore dei felsinei, intervenuto alla vigilia, ha voluto innanzitutto caricare l’ambiente, lanciando un messaggio di coraggio ai suoi calciatori senza però cadere in quella retorica dell’“andare all’arrembaggio” che spesso sottovaluta la qualità dell’avversario.
“Conosciamo bene questo stadio – ha spiegato Italiano ai cronisti – è la terza volta in due anni che ci presentiamo qui, e sappiamo di che caratura siano i nostri avversari”. La consapevolezza della difficoltà, insomma, non si tramuta in rassegnazione: il tecnico ha invece sottolineato come l’obiettivo sia quello di “rendere la serata complicata per il Villa”, provando a invertire un’inerzia che sembra segnata dal pesante passivo dell’andata. In quella circostanza, nonostante le disattenzioni difensive costate care – due gol su calcio piazzato e un errore individuale – il Bologna aveva mostrato sprazzi di bel gioco, colpendo una traversa con Ferguson e vedendosi annullare una rete a Castro per un fuorigioco millimetrico. Una prestazione, quella, che lascia intendere come la banda di Italiano possa creare problemi alla retroguardia inglese, a patto di limare quegli errori che a questi livelli diventano letali.
L’appello alla stampa e la gestione delle aspettative
In un passaggio della sua conferenza, l’allenatore ha voluto mettere le mani avanti, consapevole del clima da “dentro o fuori” che spesso avvolge queste sfide decisive. “Sarebbe molto riduttivo – ha ammonito – sentire analizzare due annate così belle in base a una gara nella quale non abbiamo i favori del pronostico”. Una frase, questa, che suona come una difesa anticipata del percorso compiuto dal club felsineo, che sotto la sua gestione ha sollevato una Coppa Italia dopo cinquantuno anni e si è stabilizzato nelle zone nobili della classifica. Italiano ha quindi chiesto esplicitamente alla stampa di non giudicare l’intero ciclo biennale dall’esito di questa singola partita, un appello che rivela quanto il tecnico sia consapevole dell’umore variabile del calcio moderno, dove un’eliminazione può spesso offuscare quanto di buono fatto in precedenza.
Sul fronte della formazione, il tecnico ha sciolto il primo grande dubbio: tra i pali tornerà Federico Ravaglia, che sarà titolare. Un ritorno, quello del portiere, che rappresenta una delle poche certezze in un undici che dovrà fare i conti con diverse assenze pesanti. Oltre agli indisponibili Lucumí (squalificato), Skorupski, Dominguez e Dallinga (infortunati), Italiano non può contare su Helland e De Silvestri, esclusi dalla lista Uefa. La buona notizia, semmai, è il recupero di Lykogiannis, rientrato tra i convocati proprio alla vigilia del match.
L’analisi tattica e il “caso” Rowe
A differenza di quanto qualcuno potesse ipotizzare, Italiano non sembra intenzionato a snaturare l’assetto della sua squadra pur di inseguire la rimonta. “Non credo che schierare quattro attaccanti sia la chiave per fare tanti gol in questo stadio – ha chiarito – Il coraggio sta nell’attaccare la profondità che concedono, nel tenere la palla noi, senza dimenticare l’equilibrio”. Una scelta, questa, che lascia intendere come il Bologna proverà a rimanere fedele al proprio 4-3-3, affidandosi alla capacità dei propri esterni – tra cui spicca Jonathan Rowe – di accendere la luce nelle zone calde del campo.
Proprio l’esterno inglese, autore di una rete nel match d’andata e definito dal capitano Ferguson “il nostro top player”, rappresenta l’arma in più a disposizione degli ospiti. Ferguson, intervistato dai colleghi di TNT Sports, ha sottolineato come la squadra non abbia nulla da perdere, un fattore psicologico che potrebbe rivelarsi decisivo per giocare con la necessaria leggerezza. “Molti da fuori penseranno che dopo il 3-1 sia finita – ha dichiarato il centrocampista scozzese – ma ci sono ancora 90 minuti e non abbiamo mollato”. Un’analisi condivisa dall’allenatore, che ha ricordato come questo stesso arbitro (quello di Fiorentina-Basilea) abbia già assistito a una sua rimonta in passato, quella che portò la sua allora Viola alla finale di Conference League.
Le scelte obbligate e le probabili formazioni
Se Emery deve rinunciare agli infortunati Barkley e Kamara, le scelte di Italiano sono dettate più dalle emergenze che da dubbi tattici profondi. In difesa, l’assenza di Lucumì spinge verso la coppia centrale formata da Vitik e Casale (o Heggem), mentre sulle fasce agiranno Miranda e Joao Mario. A centrocampo, la cerniera affidata a Ferguson e Freuler sarà completata probabilmente da Moro o Pobega, con l’obiettivo di garantire filtro e qualità di palleggio per alimentare il tridente offensivo. Lì, accanto a Castro e Bernardeschi, troverà spazio ancora una volta Rowe, il cui stato di forma (quattro gol e due assist nelle ultime otto partite) rappresenta l’unica, vera speranza per i tifosi rossoblù di assistere a una notte da incubo per i padroni di casa.




