Analfabetismo finanziario, l'Italia invecchia senza saper pianificare le pensioni
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Redazione Economia
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Gli italiani, nonostante un'aspettativa di vita in costante aumento, dimostrano una preoccupante impreparazione nel gestire il proprio domani economico, navigando in un mare di incertezza e timori che rischiano di minare la serenità del periodo post-lavorativo. L'alfabetizzazione finanziaria e assicurativa del Paese, come attestato dalla quarta edizione dell'Edufin Index, non supera infatti la soglia della sufficienza, attestandosi su un punteggio di 56 su 100, un verdetto che delinea una nazione longeva ma finanziariamente fragile. Questo ritratto, emerso dall'osservatorio curato da Alleanza Assicurazioni in collaborazione con SDA Bocconi, rivela come le conoscenze in materia di pianificazione pensionistica siano particolarmente carenti, lasciando molti individui in balia di un futuro percepito con apprensione, specialmente tra le generazioni più giovani.
I numeri di un divario generazionale
La fotografia scattata dal rapporto evidenzia un curioso paradosso: da un lato, i giovani, che pure dovrebbero avere un orizzonte temporale più lungo per costruire la propria sicurezza, sono quelli che esprimono le maggiori preoccupazioni; dall’altro, gli over 65, forse per una forma di rassegnazione o per una diversa percezione del rischio, mostrano un ottimismo che contrasta con la realtà dei dati. Questo solco, che separa le emozioni e le attitudini delle diverse fasce d'età, si inserisce in un panorama nazionale dove uno su dieci fatica a comprendere persino i meccanismi base del sistema pensionistico, un'analfabetismo specifico che aggrava le già complesse sfide demografiche.
Le iniziative per colmare il vuoto
Proprio per provare a rispondere a queste criticità, si moltiplicano le iniziative pubbliche e private mirate a potenziare le competenze economiche dei cittadini. Unioncamere, ad esempio, ha recentemente chiuso l'edizione 2025 del progetto "Io Penso Positivo – Educare alla Finanza", un percorso formativo online finanziato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy. L’evento conclusivo, un convegno dal titolo “Conoscere, crescere, scegliere. L’educazione finanziaria per giovani e donne al timone del proprio futuro”, si è tenuto a Roma e in streaming, ponendo l'accento su due categorie considerate fondamentali per innescare un cambiamento culturale duraturo.
La sfida di una consapevolezza diffusa
La strada da percorrere per elevare il livello di educazione finanziaria appare dunque ancora lunga, richiedendo un impegno costante e coordinato tra istituzioni, mondo accademico e operatori del settore. La fragilità riscontrata nelle conoscenze, unita alla diffusa emotività con cui si affrontano le scelte economiche, delinea un quadro in cui la pianificazione razionale cede spesso il passo all'ansia del momento. Senza un deciso miglioramento delle competenze di base, che consentano di valutare con cognizione di causa le diverse opzioni disponibili, il rischio concreto è che l'allungamento della vita si traduca in un prolungamento dell'incertezza, anziché in un'opportunità da vivere con tranquillità.




