Enel lancia un buyback da un miliardo, mentre i conti del primo semestre mostrano una crescita trainata dall’estero
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Redazione Economia
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Il consiglio di amministrazione di Enel ha approvato un programma di riacquisto di azioni proprie per un valore massimo di un miliardo di euro, con l’obiettivo di offrire agli azionisti una remunerazione aggiuntiva rispetto ai dividendi già previsti. L’operazione, che prevede l’acquisto di fino a 495 milioni di titoli – pari a circa il 4,87% del capitale – avrà una durata limitata, dal 1° agosto fino al 31 dicembre 2025, e le azioni recuperate verranno successivamente annullate, riducendo così il numero di quelle in circolazione.
La decisione arriva in concomitanza con la pubblicazione dei risultati del primo semestre, che mostrano un quadro contrastante: i ricavi, infatti, hanno raggiunto i 40.816 milioni di euro, segnando un +5,4% rispetto allo stesso periodo del 2024, mentre l’EBITDA ordinario si è attestato a 11.468 milioni, in calo dell’1,8%. Tuttavia, depurando i dati dagli effetti delle cessioni di attività in Perù – che hanno interessato principalmente la distribuzione e la generazione di energia elettrica – l’indicatore risulta invece in crescita di 105 milioni (+0,9%), segno che la strategia di razionalizzazione del perimetro sta producendo i suoi effetti.
A trainare i conti è stato soprattutto il mercato estero, con una spinta significativa proveniente dall’eolico in Spagna, che ha compensato le difficoltà riscontrate in Italia. Flavio Cattaneo, amministratore delegato del gruppo, ha sottolineato come queste mosse contribuiscano a «migliorare il profilo rischio-rendimento», riducendo al contempo l’esposizione alle oscillazioni dei prezzi energetici.
L’annuncio del buyback, che segue una tendenza sempre più diffusa tra le grandi società quotate, rappresenta un ulteriore segnale di attenzione verso gli investitori, ai quali viene offerta un’opportunità di valorizzazione del capitale senza ricorrere a politiche distributive più aggressive. Resta da vedere come il mercato reagirà alla notizia, anche alla luce del contesto macroeconomico globale, con l’amministrazione Trump nuovamente alla guida degli Stati Uniti e le sue possibili ripercussioni sui flussi finanziari internazionali.
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