Drone colpisce la tv del Tigrè in Etiopia mentre riprendono gli scontri

Drone colpisce la tv del Tigrè in Etiopia mentre riprendono gli scontri
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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Un drone ha colpito la sede della televisione pubblica del Tigrè, nella capitale regionale Mekelle, mentre nel nord dell’Etiopia sono ripresi gli scontri tra autorità ribelli locali e forze federali. L’attacco all’emittente è stato riferito dai giornalisti della stessa televisione, che hanno segnalato il danneggiamento dell’edificio. Non è stato chiarito chi abbia lanciato il velivolo né se il bombardamento abbia provocato vittime.

La nuova escalation nel Tigrè dopo il conflitto del 2020-2022

La regione settentrionale dell’Etiopia è tornata al centro di una grave crisi militare dopo la ripresa dei combattimenti tra il governo federale e le autorità tigrine. I rappresentanti del Tigrè accusano Addis Abeba di aver avviato un’offensiva e parlano di una “invasione”, mentre il governo centrale considera illegittime le iniziative politiche e militari del Fronte popolare di liberazione del Tigray (Tplf). Le tensioni arrivano dopo la guerra combattuta tra le due parti dal 2020 al 2022, conclusa con un accordo di pace ma segnata da profonde divisioni politiche.

Gli ultimi episodi si inseriscono in una fase di crescente instabilità nella regione. Il Tplf, storico movimento politico dominante nel Tigrè, ha annunciato il ripristino delle proprie strutture politiche precedenti alla guerra, una decisione che ha alimentato lo scontro con le autorità federali. Il ritorno delle tensioni è stato accompagnato da nuovi incidenti armati e da operazioni con droni contro forze legate al Tigrè.

Il peso della crisi politica ed etnica in Etiopia

La situazione del Tigrè si lega alla complessa struttura politica dell’Etiopia, un Paese caratterizzato da forti identità regionali ed etniche. Per quasi tre decenni, dopo la fine della guerra di liberazione del 1991, il Tplf ha avuto un ruolo centrale nella guida del Paese attraverso la coalizione politica al potere ad Addis Abeba. L’ascesa di Abiy Ahmed alla carica di primo ministro nel 2018 ha modificato gli equilibri esistenti, aprendo una fase di confronto con la leadership tigrina.

Il conflitto precedente ha lasciato conseguenze profonde sul territorio e sui rapporti tra le diverse componenti politiche etiopi. L’accordo di pace firmato nel 2022 aveva interrotto le operazioni militari su larga scala, ma alcune questioni, tra cui il controllo territoriale e il disarmo delle forze tigrine, hanno continuato a generare tensioni. Le Nazioni Unite e diverse organizzazioni internazionali hanno documentato le difficoltà umanitarie legate alla guerra del Tigrè, che ha causato una grave crisi per la popolazione civile.

Voli sospesi e nuovi segnali di instabilità nel nord del Paese

Tra le conseguenze immediate della ripresa degli scontri ci sono state anche limitazioni ai collegamenti nella regione. I voli verso gli aeroporti di Mekelle, Axum e Shire sono stati sospesi a causa delle operazioni militari, aumentando le difficoltà di movimento in un’area già colpita dalle conseguenze del precedente conflitto.

La crisi coinvolge un’area strategica del Corno d’Africa, dove le tensioni interne etiopi si intrecciano con i rapporti con i Paesi vicini. Il Tigrè era stato al centro anche del precedente confronto tra il governo federale e il Tplf, nel quale erano stati coinvolti altri attori regionali, tra cui l’Eritrea.

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