Arensman sorprende sui Pirenei, ma Pogacar non molla: la quattordicesima tappa del Tour de France 2025
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Redazione Sport
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Nella tappa più attesa dei Pirenei, quella che da Pau conduceva a Luchon-Superbagnères attraverso alcuni dei passi più leggendari della Boucle, a vincere non è stato uno dei soliti protagonisti. Thymen Arensman, 25enne olandese della Ineos Grenadiers, ha scritto il suo nome nell’albo d’oro del Tour de France con un’azione coraggiosa, partita a 33 chilometri dal traguardo e culminata sotto una pioggia battente che ha reso ancor più epico l’arrivo a Superbagnères, a 1804 metri di quota.
La fuga, inizialmente composta da una decina di corridori, si è assottigliata progressivamente sulle ascese del Tourmalet, dell’Aspin e della Peyresourde, lasciando infine Arensman solo a contendersi la vittoria. Una scelta tattica che ha pagato, mentre alle sue spalle i favoriti della generale – con l’eccezione di Remco Evenepoel, costretto al ritiro nelle prime rampe del Tourmalet – sembravano preferire una tregua tattica.
Proprio Evenepoel, pilastro della Soudal Quick-Step, ha abbandonato la corsa in quello che molti interpretano come un colpo durissimo alle sue ambizioni, non solo in questa edizione del Tour. La sua assenza, unita alla prudenza mostrata da Tadej Pogacar e Jonas Vingegaard, ha lasciato spazio a dinamiche inattese. La UAE Emirates e la Visma-Lease a Bike, infatti, hanno controllato la corsa senza forzare l’andatura, limitandosi a marcarsi a vicenda mentre Arensman allungava.
Pogacar, leader della classifica generale, ha ammesso di non essere riuscito a replicare agli scatti di Vingegaard con la consueta aggressività, pur mantenendo saldamente la maglia gialla. "Non ho potuto contrattaccare come avrei voluto", ha spiegato lo sloveno, che tuttavia ha incrementato il suo margine sul danese, secondo in classifica. Vingegaard, dal canto suo, ha provato più volte a scuotere la corsa, ma senza trovare il colpo decisivo.
Intanto, nella lotta per la maglia verde, Jonathan Milan ha consolidato il suo vantaggio grazie ai punti conquistati nello sprint intermedio, dove la Lidl-Trek ha lavorato in perfetta sincronia per assicurargli il primato. Un dettaglio non trascurabile in una corsa che, nonostante le premesse, ha visto i grandi nomi concedere spazio a chi, come Arensman, ha avuto l’audacia di approfittarne.




