Addio a Gianpaolo Donzelli, il 'medico dei bambini' del Meyer
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Redazione Interno
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Nella serata di giovedì 8 gennaio, si è spento a Firenze all'età di 78 anni il professor Gianpaolo Donzelli, un nome che per decenni è stato sinonimo, in città e ben oltre i suoi confini, di neonatologia e pediatria d'eccellenza. La sua scomparsa segna la fine di un'epoca per l'ospedale pediatrico Meyer, del quale è stato una colonna portante e un volto noto a generazioni di famiglie, quelle stesse che lo chiamavano, con affetto e riconoscenza, semplicemente "il medico dei bambini". I funerali, come annunciato, si terranno nella suggestiva cornice della Basilica di San Miniato al Monte, sabato 10 gennaio alle ore 15.00, in un estremo saluto a una figura che ha lasciato un'impronta profonda nella sanità toscana.
Una vita dedicata al Meyer e alla neonatologia
Laureatosi a Bologna e specializzatosi a Firenze, Donzelli legò indissolubilmente il suo destino al Meyer fin dal 1973, dirigendo per anni la Terapia Intensiva Neonatale, un reparto nel quale le sue competenze scientifiche si fondevano con una rara sensibilità umana. La sua carriera, d'altronde, non si è mai limitata ai confini ospedalieri, spaziando dall'impegno accademico – è stato ordinario di Pediatria all'Università di Firenze dal 1982 al 2018 – a quello scientifico, avendo ricoperto, tra gli altri incarichi, la presidenza della Società Italiana di Medicina Perinatale. Non mancarono neppure esperienze internazionali, come una missione umanitaria in Tanzania negli anni Settanta, a testimonianza di uno sguardo rivolto al mondo e alle sue necessità.
Il ruolo nella Fondazione Meyer e il lascito scientifico
Il suo impegno istituzionale trovò una piena espressione nella Fondazione Meyer, organismo ideato per sostenere l'ospedale pediatrico fiorentino. Donzelli, che ne seguì la nascita già dal 2000, ne assunse la presidenza dal 2015 al 2023, guidandone con visione le attività di sostegno e promozione della ricerca. Questo impegno andava di pari passo con una costante attenzione ai temi etici, che lo vide presiedere la sezione di Bioetica della Società europea di Medicina Perinatale, e con la promozione di progetti pionieristici, fra i quali spicca la Carta di Firenze, un documento fondamentale per i diritti dei neonati. Il suo lavoro ha quindi costruito un ponte solido fra l'assistenza clinica quotidiana e la riflessione sui suoi principi fondanti.
Il cordoglio e la memoria di un maestro
Il vuoto lasciato dalla sua morte è stato subito avvertito, come dimostrano le immediate espressioni di cordoglio pervenute dalle istituzioni locali, che ne hanno ricordato lo spessore di "uomo di scienza e umanità". Quello che resta, al di là dei titoli e degli incarichi, è il ricordo di un medico completo, capace di unire il rigore del ricercatore di fama internazionale alla dedizione totale verso i piccoli pazienti e le loro famiglie. Un percorso professionale e umano, il suo, che rimane inscritto non solo nella storia del Meyer, ma in quella della medicina perinatale italiana, della quale è stato un instancabile promotore e un punto di riferimento indiscutibile.




