Trovato un appunto di Emanuela Orlandi, la pista del cineforum e Bruno Mattei
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Redazione Interno
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Un appunto scritto a mano da Emanuela Orlandi, fino a oggi inedito, è emerso dalle indagini della Commissione bicamerale di inchiesta sulle scomparse di Mirella Gregori e della stessa giovane cittadina vaticana, presieduta dal senatore Andrea De Priamo. Quel foglietto, rinvenuto tra i faldoni grazie alla collaborazione del Ros dei Carabinieri, costituisce un elemento potenzialmente significativo che riporta l’attenzione su una pista, quella dei cosiddetti “cinematografari”, che per anni ha alimentato le ipotesi investigative senza mai approdare a una verità giudiziaria. L’appunto, come ha spiegato De Priamo in occasione di un convegno sulla ricerca delle persone scomparse, contiene un riferimento della giovane a una sorta di teatro-cineforum, descritto con l’espressione “il montaggio delle attrazioni”, che all’epoca dei fatti aveva sede sulla via Cassia.
Il luogo e il regista
Quel cineforum, stando a quanto ricostruito dalla Commissione, si trovava a pochi metri dall’abitazione del defunto regista di B-movie Bruno Mattei, figura già nota alle cronache per le sue frequentazioni in ambienti cinematografici romani dell’epoca. La vicinanza geografica tra il luogo citato da Emanuela e la residenza del regista, la cui filmografia spaziava in generi popolari come l’horror e il cinema poliziesco, fornisce un nesso concreto che gli inquirenti parlamentari stanno valutando con attenzione, sebbene non si tratti di una prova risolutiva ma di un tassello da inserire in un mosaico più ampio e complesso.
Le dichiarazioni del presidente della Commissione
Andrea De Priamo, nel corso del suo intervento pubblico, non si è limitato a rendere noto il ritrovamento dell’appunto ma ha espresso una valutazione di merito sulle indagini complessive, definendole “inadeguate” e sottolineando come la questione del cineforum rappresenti un aspetto da approfondire con rigore. Le sue parole, che per la prima volta tracciano un bilancio parziale dei lavori della Commissione, indicano una possibile direzione di ricerca che collega direttamente la giovane scomparsa a un ambiente specifico, quello della cinefilia amatoriale e della produzione cinematografica minore, che all’inizio degli anni Ottanta costituiva una realtà vivace e a tratti ambigua nella capitale.
Le polemiche mediatiche e la famiglia
Parallelamente allo sviluppo di questa nuova traccia investigativa, il fratello di Emanuela, Pietro Orlandi, ha duramente attaccato il giornalista Massimo Giletti per un servizio televisivo andato in onda nel suo programma, definendolo “vergognoso” e finalizzato a “infangare la famiglia con cose false”. Nella trasmissione era stato mostrato un documento riservato dei servizi segreti che, secondo quanto affermato dal conduttore, indicherebbe come Mario Meneguzzi, zio di Emanuela, fosse oggetto di attenzione da parte degli 007, sebbene allo stesso documento manchino quattro pagine, un dettaglio che ne limita la completezza e l’interpretazione.




