Olanda-Svezia 5-1, Brobbey e Gakpo stendono gli scandinavi: Koeman vede i sedicesimi
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Redazione Sport
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La cinquina rifilata alla Svezia nel gruppo F dei Mondiali 2026 porta la firma indelebile della coppia Brobbey-Gakpo, autori di due doppiette ciascuno che hanno letteralmente spento le velleità degli scandinavi. La partita, giocatasi nella seconda giornata della fase a gironi, si è messa subito in discesa per gli uomini di Ronald Koeman: al 5′ il centravanti dell’Ajax ha aperto le danze, bissando il gol al 17′ su assist di Dumfries, per poi lasciare il palcoscenico a Gakpo che al 47′ e al 54′ ha confezionato il poker che ha chiuso ogni discorso.
Una prestazione autoritaria quella dell’Olanda, capace di dominare in lungo e in largo per larghi tratti dell’incontro, salendo così in testa al girone con 4 punti, davanti alla Svezia ferma a 3. Per la squadra di Koeman un passo deciso verso i sedicesimi di finale, con la qualificazione che ora può essere gestita con maggiore serenità.
La doccia gelata di Potter e il gol annullato che cambia l’inerzia
La Svezia, reduce dal successo sulla Tunisia, si è presentata sul terreno di gioco con un approccio timido, quasi reverenziale, venendo travolta dalla furia olandese già nei primi minuti di gioco. La squadra affidata a Potter ha subito il ritmo indiavolato di Van Dijk e soci, che fino alla mezz’ora hanno spadroneggiato senza lasciare spazio a repliche, costringendo gli scandinavi sulla difensiva.
Solo nel finale del primo tempo gli uomini di Potter sono riusciti a trovare un minimo di ordine e a costruire l’azione che avrebbe potuto riaprire la partita: il gol, che portava la firma di Lagerbielke, è stato però giustamente annullato per fuorigioco, spegnendo sul nascere l’entusiasmo svedese. Un episodio che ha pesato come un macigno, perché al rientro dagli spogliatoi l’Olanda ha chiuso i conti con Gakpo, rendendo vani i tentativi di reazione degli avversari.
Gyokeres ed Elanga, gli unici a salvarsi in una serata da dimenticare
La serata per la Svezia si è trasformata presto in un incubo, soprattutto per il reparto arretrato guidato da Hien e dai suoi compagni di linea, costantemente in difficoltà di fronte alla velocità e alla potenza degli attaccanti olandesi. A provare a tenere a galla la baracca ci hanno pensato Gyokeres ed Elanga, con quest’ultimo che al 59′ ha messo a segno la rete della bandiera, accorciando le distanze sul 4-1.
Un guizzo che però non ha sortito effetti significativi, perché l’Olanda ha mantenuto il controllo del gioco e all’89′ Summerville ha fissato il punteggio sul definitivo 5-1, chiudendo ogni velleità di rimonta. Al di là del risultato netto, ciò che preoccupa è l’ampiezza del divario mostrato in alcune fasi della partita, dove la difesa svedese è apparsa fragilissima e incapace di arginare le incursioni avversarie.
Il banco di prova decisivo contro il Giappone per scoprire la vera Svezia
La sconfitta con l’Olanda, per quanto pesante, non compromette in maniera irreparabile il cammino della Svezia, ma impone una riflessione profonda sulla vera identità di questo gruppo. La squadra che aveva travolto la Tunisia nella gara d’esordio non è la stessa che si è fatta strapazzare dagli Orange, e probabilmente la sua reale consistenza emergerà solo nell’ultima e decisiva sfida del girone contro il Giappone.
Per gli scandinavi si tratta di un appuntamento cruciale, una partita secca che vale la qualificazione e che richiederà un cambio di marcia netto rispetto alla prestazione opaca offerta contro l’Olanda. D’altro canto, perdere contro una corazzata come questa ci sta, ma subire cinque reti e concedere tanto spazio agli avversari è un aspetto su cui Potter dovrà lavorare, a partire dalla solidità difensiva e dalla capacità di gestire i momenti di difficoltà.
L’Olanda intanto festeggia e guarda avanti, forte di un attacco straripante e di una convinzione che potrebbe portarla lontano in questo Mondiale 2026.




