Udinese, Runjaic non carica Alaba di pressioni: "Ci darà una mano, ma ha bisogno di tempo"
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Redazione Sport
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Kosta Runjaic non ha alcuna intenzione di trasformare David Alaba nell'uomo della provvidenza a tutti i costi. Dopo la quarta sconfitta consecutiva rimediata dall'Udinese sul campo del Torino, il tecnico bianconero ha scelto la linea della prudenza nel commentare l'impatto dell'austriaco sulla squadra friulana, frenando qualsiasi entusiasmo prematuro sulle sue condizioni fisiche e sul suo utilizzo immediato.
«Non dobbiamo mettere pressione su un giocatore appena arrivato», ha spiegato Runjaic in conferenza stampa, sottolineando come Alaba possa dare una mano sia in partita che durante la settimana, ma senza caricarlo di responsabilità eccessive in una fase così delicata della stagione.
L'errore che ha deciso la partita
Il rammarico per il ko dell'Olimpico Grande Torino è tutto concentrato in una singola azione. «Senza quell'errore tra Bertola e Okoye probabilmente la partita sarebbe finita in pareggio», ha dichiarato l'allenatore, riferendosi alla disattenzione difensiva che ha spalancato la porta al gol decisivo di Kulenovic, arrivato dopo un'uscita mal calibrata del portiere nigeriano. Runjaic non si è nascosto dietro alibi: «Non possiamo essere contenti e non siamo assolutamente soddisfatti di questa quarta sconfitta consecutiva, ma la squadra non ha giocato male quest'oggi. Devo accettare l'errore, anche se chiaramente ha condizionato tanto la partita ed è stato determinante». Il riferimento corre anche al precedente con il Cagliari, quando un altro svarione aveva indirizzato la gara in senso negativo, alimentando la sensazione di un gruppo capace di costruire ma fragile nel momento della gestione.
Un innesto arrivato per alzare l'asticella
L'arrivo di Alaba a Udine, ufficializzato lo scorso 23 settembre con un contratto fino al 30 giugno 2027, era stato presentato dalla società come un segnale di ambizione. Il difensore austriaco, classe 1992, ha alle spalle una carriera costellata di trofei con Bayern Monaco e Real Madrid, oltre a una lunga militanza nella nazionale austriaca con oltre cento presenze. Runjaic ne ha riconosciuto immediatamente il valore umano prima ancora che tecnico: «Sono molto felice. Lui ha avuto diverse offerte ma ci ha scelto. Si sta ambientando molto velocemente per il suo senso umano. Sembra che sia con noi da tanto tempo». Il tecnico ha poi precisato che l'ex difensore del Real si è allenato in gruppo per la prima volta da poco, un dettaglio che spiega la cautela nel valutarne l'impiego dal primo minuto.
La condizione fisica resta il nodo principale
A pesare sulle scelte di formazione non è soltanto l'inserimento graduale di Alaba, ma anche la necessità di gestire un gruppo falcidiato dagli infortuni. Keinan Davis, rientrato da poco, non ha ancora i novanta minuti nelle gambe e partire titolare con entrambi comporterebbe cambi obbligati in corso d'opera, un lusso che Runjaic non può permettersi in una situazione di classifica già complicata.
Il tecnico ha però respinto l'idea che l'austriaco sia arrivato a Udine per chiudere la carriera: le prime parole del giocatore in bianconero erano state chiare nel rivendicare ambizione e voglia di competere ancora ad alti livelli. La squadra, dal canto suo, ha bisogno di ritrovare solidità difensiva e di interrompere una serie negativa che pesa soprattutto sul morale, come testimoniano i quattro punti raccolti in sei giornate.
Il senso delle parole di Runjaic
La frenata sull'utilizzo di Alaba non è una bocciatura, ma una lettura lucida delle dinamiche di spogliatoio. Un giocatore reduce da mesi lontano dai campi, arrivato da svincolato e chiamato a guidare un reparto giovane, rischia di bruciarsi se caricato di aspettative sproporzionate rispetto alla sua condizione attuale. Runjaic lo ha definito un esempio per i compagni, capace di parlare in maniera chiara e diretta e di trasmettere una mentalità vincente costruita in anni ai massimi livelli.
Il suo inserimento, tuttavia, sarà graduale e misurato sulle risposte del campo, senza forzature. La trasferta di Torino ha già offerto un primo scorcio del suo utilizzo, con un impiego da subentrato, e il percorso di avvicinamento alla condizione ottimale proseguirà con la stessa prudenza che il tecnico ha rivendicato davanti ai giornalisti.
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