Assad rompe il silenzio dopo la fuga

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Esteri Redazione Esteri   -   L'ex presidente siriano Bashar al Assad, dopo la caduta del suo regime e la fuga in Russia, ha finalmente rotto il silenzio. In una comunicazione su Telegram, Assad ha dichiarato di non aver mai pensato di dimettersi o di lasciare il Paese. La sua partenza, ha affermato, non era pianificata e non è avvenuta durante le ultime ore della battaglia. Assad ha ricostruito il percorso che lo ha portato da Damasco, ormai infiltrata dalle forze terroristiche, alla base russa di Khmeimim, e solo dopo la resa dell'esercito siriano, il trasferimento a Mosca.

Assad ha sottolineato che la sua evacuazione non è stata premeditata, ma richiesta da Mosca. "Il Paese ora è in mano ai terroristi", ha aggiunto, ribadendo che non ha mai pensato alla resa. Dal suo buen retiro russo, l'ex presidente ha spiegato che quando lo Stato cade nelle mani del terrorismo e la capacità di dare un contributo significativo viene meno, qualsiasi posizione diventa priva di scopo, rendendo la sua occupazione priva di senso.

La dichiarazione di Assad, pubblicata anche sulla pagina Facebook della presidenza siriana, ha suscitato diverse reazioni. Tuttavia, l'ex presidente ha evitato di commentare le opinioni di gruppi esterni, concentrandosi invece sui fatti che hanno portato alla sua evacuazione. La sua comunicazione, seppur breve, ha fornito una chiara ricostruzione degli eventi che hanno segnato l'ultimo giorno della sua presidenza e la sua fuga dal Paese.

Assad ha ribadito che la sua partenza non era pianificata e che è stata una decisione presa in extremis, su richiesta di Mosca, per evitare ulteriori spargimenti di sangue.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.