Ecobonus, il governo studia il ritorno al 65% per la prima casa
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Redazione Economia
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Sul fronte delle detrazioni fiscali per l'efficienza energetica degli edifici si torna a parlare di un possibile potenziamento dell'aliquota. Il governo sta valutando di riportare l'Ecobonus al 65% per gli interventi effettuati sulle abitazioni principali, rispetto al 50% attualmente in vigore, mentre per le seconde case la quota potrebbe attestarsi al 36%.
Gli interventi che potrebbero rientrare nell'agevolazione
Secondo le indicazioni diffuse nelle ultime settimane, il perimetro dei lavori ammessi a una possibile aliquota maggiorata comprenderebbe la sostituzione degli infissi, l'isolamento termico dell'involucro edilizio, l'installazione di pompe di calore, i sistemi ibridi, il solare termico, le schermature solari e i sistemi di building automation. Si tratta di opere che rientrano nel catalogo storico dell'Ecobonus e che l'agenzia Enea ha recentemente ripreso nelle proprie guide aggiornate.
Va ricordato che dal gennaio 2025 la sostituzione di caldaie a condensazione alimentate esclusivamente a combustibili fossili non è più ammessa ad alcuna detrazione, né con l'Ecobonus né con il Bonus Ristrutturazioni. Restano invece agevolabili le pompe di calore ad alta efficienza, i sistemi ibridi factory made, i generatori a biomassa e i micro-cogeneratori.
La clausola di salvaguardia e il nodo delle risorse
Il possibile ritorno al 65% si inserisce nel quadro della flessibilità di bilancio concessa dall'Unione europea all'Italia. La Commissione europea ha dato il primo via libera all'attivazione della clausola di salvaguardia nazionale per le spese in energia e difesa, aprendo la strada a un pacchetto complessivo da 28,8 miliardi di euro per il biennio 2027-2028. La somma è divisa esattamente a metà tra i due comparti, con 7,2 miliardi all'anno destinati all'energia e altrettanti alla difesa.
Le risorse europee non sono però un trasferimento a fondo perduto: si tratta di debito pubblico aggiuntivo che l'Italia è autorizzata a contrarre senza che lo scostamento venga considerato una violazione dei vincoli fiscali. I fondi destinati all'energia dovranno essere vincolati a finalità di transizione, escludendo qualsiasi misura che agevoli l'uso di combustibili fossili.
I limiti tecnici e le condizioni di accesso
Per accedere all'Ecobonus, con qualsiasi aliquota, resta necessario rispettare una serie di adempimenti. I pagamenti devono essere effettuati tramite bonifico bancario o postale con causale che riporti la natura dell'intervento, il codice fiscale del contribuente e la partita Iva o il codice fiscale del beneficiario. È obbligatoria la trasmissione della scheda descrittiva all'Enea entro i termini previsti, e per alcune tipologie di lavori serve un'asseverazione tecnica che certifichi il risparmio energetico conseguito.
L'agevolazione viene recuperata in dieci quote annuali di pari importo attraverso la dichiarazione dei redditi. Un aspetto che continua a penalizzare i contribuenti con redditi bassi è il limite della capienza fiscale: se la quota annua detraibile supera l'Irpef dovuta, la parte eccedente non può essere recuperata né rimborsata né conteggiata negli anni successivi.
Il negoziato ancora aperto
Il ritorno al 65% non è al momento una misura approvata. Il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti ha confermato l'intenzione di sostenere con interventi selettivi gli investimenti e le esigenze delle famiglie, ma ha anche spiegato che è in corso una trattativa con la Commissione europea per poter utilizzare una parte delle risorse destinate all'energia anche per alleggerire le bollette, e non solo per interventi strutturali.
Il via libera definitivo del Consiglio Ue alla clausola di salvaguardia è atteso per la metà di novembre, mentre il Documento programmatico di bilancio che indicherà le priorità della manovra 2027 sarà approvato dal governo dopo il 16 ottobre.
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