Il decreto Caivano: il cardinale Zuppi e Salvini discutono sulla criminalità minorile
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Redazione Interno
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Il cardinale Matteo Zuppi, presidente della Cei, è stato intervistato dal quotidiano Il Giornale sul decreto Caivano approvato ieri. Secondo lui, bisogna puntare sull'educazione, lavorare sulla giustizia riparativa e puntare sulla crescita del senso di comunità, a partire dal doposcuola. Sul divieto dei telefoni ai minori e la pornografia: "Instilla una modalità di relazione malata e pericolosa". Il decreto Caivano trova l’opposizione su diverse sponde del fiume. Una parte ha superato il guado e si è piazzata con l’artiglieria per cannoneggiare il provvedimento. Un’altra, come il Pd, è incerta su cosa fare. Spicca soprattutto la carenza di reazioni a caldo non sulle misure, ma proprio sulla “filosofia“ dei provvedimenti, a partire dal carcere più facile per i minorenni. Salvini sul Dl Caivano: "15 o 50enne, chi ammazza dev'essere punito allo stesso modo". Il Dl Caivano inasprisce in maniera decisa le pene in caso di reati commessi da minori. La società cambia e il mondo in cui viviamo ora presenta criticità che non esistevano solo 10 anni fa. Una di queste è la criminalità minorile, che non è più solo un fenomeno spot ma è diventata una vera e propria emergenza sociale, un campanello d'allarme importante che non si può ignorare. Per questo motivo il governo ha deciso di intervenire con misure maggiormente coercitive, in modo tale da dare un segnale forte.




