Torna "Canzonissima" su Rai1, l'annuncio di Milly Carlucci

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Cinquanta anni dopo l’ultima sigla, un’ombra lunga di paillettes e memoria si allunga sugli studi di via Teulada. È ufficiale: “Canzonissima”, il varietà che ha gettato le fondamenta dell’immaginario collettivo italiano, riaprirà i battenti su Rai1. A dare la notizia, sciogliendo le ultime riserve che da mesi alimentavano le cronache dello spettacolo, è stata Milly Carlucci, la conduttrice che ormai da vent’anni governa il sabato sera della rete ammiraglia con la ferrea disciplina di un orologio svizzero. Un post sui suoi canali social, un brevissimo video promozionale in cui campeggia il Titolo storico della trasmissione accompagnato dalla sua voce fuori campo che annuncia un ritorno imminente, ed è subito un tuffo in quell’epoca in cui il varietà era davvero il centro gravitazionale della settimana degli italiani -2-5. Un annuncio che arriva come un fulmine a ciel sereno, sebbene atteso, e che riporta d’attualità un format nato in radio nel 1956 come “Le canzoni della fortuna” e approdato sul piccolo schermo due anni dopo per diventare, edizione dopo edizione, una macchina del tempo capace di fotografare il costume di un’intera nazione -3.

La nuova incarnazione del programma, la cui messa in onda è prevista per la primavera del 2026, quasi certamente nella prestigiosa fascia della prima serata del sabato, si presenta come una sfida complessa e affascinante. Non si tratterà di una semplice operazione nostalgia, una di quelle che affollano i palinsesti contemporanei tra reboot e revival, ma piuttosto di un azzardo produttivo: riproporre l’ossatura classica del varietà – con la sua gara canora, gli intermezzi comici, il di ballo e la giuria – e vestirla con abiti contemporanei, cercando di parlarle a un pubblico che del varietà storico forse ricorda solo i nomi mitologici dei suoi conduttori -1-2. E di nomi, in quelle dodici edizioni andate in onda fino al 1975, se ne sono avvicendati parecchi: da Mina a Walter Chiari, passando per l’iconica Raffaella Carrà che a “Canzonissima” legò il suo primo grande successo, “Ma che musica maestro”, fino a Corrado, alla coppia Dario Fo e Franca Rame la cui avventura si interruppe bruscamente per via della censura, e poi Pippo Baudo, Loretta Goggi, Sandra Mondaini e Nino Manfredi con il suo celebre personaggio del barista ciociaro Bastiano -3-10.

A Milly Carlucci, forte di una carriera che l’ha vista trionfare con “Ballando con le Stelle” e con altre operazioni di revival come “Il cantante mascherato”, tocca ora l’arduo compito di maneggiare un’eredità così pesante. La conduttrice abruzzese, che nei fatti diventerà anche la direttrice artistica del progetto, sta lavorando in queste settimane alla definizione di un cast che dovrà bilanciare il richiamo della memoria con la necessità di attualizzare il più possibile il prodotto. Si parla di una giuria composta da pesi massimi dell’attuale scena discografica italiana, chiamati a giudicare i talenti in gara, mentre la struttura stessa della trasmissione dovrebbe mantenere quel mix tra competizione e puro intrattenimento leggero che fece la fortuna del programma originale -1-5. L’idea è quella di restituire al pubblico un meccanismo noto – la gara di canzoni abbinata alla Lotteria, elemento quest’ultimo che però potrebbe subire delle variazioni – ma con un occhio di riguardo alla resa scenica e alla modernità dei linguaggi, in un’epoca in cui la televisione generalista deve difendere il proprio terreno dalle piattaforme streaming.

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