Canzonissima, lo sfogo di Cocciante e la retromarcia di Milly Carlucci: «Non è una gara, non ci sono concorrenti»

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Il ritorno di Canzonissima dopo cinquantun anni dall’ultima edizione doveva essere l’evento televisivo della primavera, il grande revival capace di riportare sul piccolo schermo la magia delle sfide leggendarie tra i giganti della musica italiana. Un’attesa costruita, almeno nelle intenzioni della comunicazione ufficiale, su un presupposto che pareva chiaro e inequivocabile: quello di una gara tra cantanti. E invece, a poco più di una settimana dal debutto previsto per sabato 21 marzo su Rai 1, è bastata una voce fuori dal coro – quella di Riccardo Cocciante – per far crollare l’intero castello di carte. Quando il cantautore, intervistato dall’Ansa, ha fatto trapelare con toni tutt’altro che concilianti la sua posizione, precisando che per il suo status non era minimamente contemplata l’idea di gareggiare accanto ad altri artisti, il meccanismo si è inceppato e il possibile bluff è venuto a galla. «Non sarò concorrente, sono ospite speciale, che è molto diverso», ha dichiarato Cocciante, gelando di fatto l’entusiasmo della produzione; «a quest’età non mi sembra il caso di mettermi in concorso, non l’ho fatto per Sanremo – dove andrei come ospite – non vedo perché dovrei farlo per Canzonissima». Una presa di posizione netta, che ha costretto la conduttrice e ideatrice del programma, Milly Carlucci, a una retromarcia e a una precisazione che sa tanto di chiarimento forzato.

La smentita social e il nuovo regolamento: gareggiano solo le canzoni, non gli interpreti

Di fronte al polverone mediatico sollevato dalle parole dell’interprete di Bella senz’anima, la Carlucci è stata costretta a intervenire pubblicamente per ristabilire una narrazione che, evidentemente, era sfuggita di mano. Attraverso un video diffuso sui canali social ufficiali della trasmissione, la conduttrice ha voluto chiarire quello che ha definito un «mistero», svelando un elemento cardine del format che fino a quel momento era rimasto in ombra: in questa nuova edizione del varietà musicale non esistono concorrenti in senso stretto. «Non ci sono», ha spiegato la padrona di casa, «perché il nostro cast artistico è un gruppo di amici e interpreti che ci porta in dono delle canzoni, che sono quelle su cui noi eserciteremo la nostra scelta». Si tratta di una distinzione sottile ma sostanziale, che sposta l’asse della competizione dalle persone ai brani, trasformando la sfida in una sorta di celebrazione del repertorio musicale italiano. A gareggiare, dunque, saranno le canzoni stesse – scelte tra i successi del passato, le dediche speciali o i pezzi che hanno segnato la carriera degli interpreti – mentre gli artisti, liberati dal fardello della competizione personale, diventano semplici veicoli esecutivi di quei brani.

Un cast variabile tra ospiti fissi e presenze intermittenti

La precisazione di Milly Carlucci, lungi dall’essere un semplice esercizio di stile, ha gettato luce anche sulla struttura mobile e fluida del cast, un aspetto che finora era stato volutamente lasciato in secondo piano. Non tutti i diciassette nomi annunciati – tra cui figurano, oltre a Cocciante, artisti del calibro di Elio e le Storie Tese, Enrico Ruggeri, Irene Grandi, Fausto Leali, Malika Ayane, Michele Bravi, Arisa, Elettra Lamborghini e i Jalisse – avranno lo stesso peso o la stessa frequenza di apparizioni. La conduttrice ha infatti rivelato che alcuni cantanti saranno presenti per tutte e sei le puntate, seguendo un percorso narrativo e musicale legato ai temi di ogni serata; altri, invece, faranno solo due apparizioni, e qualcuno addirittura una sola, come nel caso di Paolo Jannacci, chiamato a esibirsi per una dedica speciale al padre Enrico. In questo quadro, il ruolo di Riccardo Cocciante – che sarà presente per due serate – acquista una fisionomia più definita, allineandosi perfettamente alla nuova filosofia del programma: non più un concorrente in gara, ma un ospite d’onore, una star che presta la sua voce e la sua autorevolezza al progetto senza sottostare al meccanismo della competizione, proprio come accadrebbe al Festival di Sanremo.

I meccanismi di voto e l’orchestra dal vivo nel tempio della musica Rai

A rendere ulteriormente complessa l’architettura di questo rilancio, che cerca di coniugare la tradizione del varietà con le esigenze della televisione contemporanea, ci sono i meccanismi di voto e la cornice produttiva. Le esibizioni, rigorosamente dal vivo e in diretta dall’Auditorium Rai del Foro Italico a Roma, saranno accompagnate da un’orchestra di venticinque elementi diretta dal Maestro Luigi Saccà, con coreografie curate da Matteo Addino per impreziosire i momenti più iconici. Al termine di ogni serata, la Canzonissima di puntata – ossia il brano vincitore – sarà proclamata in base a un sistema misto che coinvolge tre componenti distinte: un panel di personalità del mondo dello spettacolo, gli stessi artisti presenti in studio (che potranno votare la canzone preferita, escludendo la propria) e il pubblico da casa, chiamato a esprimersi attraverso i canali social ufficiali. Tutte le canzoni vincitrici delle varie puntate si ritroveranno poi in una finale apposita, dove verrà incoronata la Canzonissima assoluta del 2026. Un meccanismo che, se da un lato scagiona gli artisti dall’ansia della classifica, dall’altro rischia di apparire farraginoso e poco intuitivo a un pubblico abituato a schemi più lineari.

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