Bulgaria, il governo Zhelyazkov cade dopo le proteste di piazza

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Il primo ministro Rosen Zhelyazkov ha annunciato in diretta televisiva le dimissioni del suo esecutivo, dopo meno di un anno dall’insediamento, mentre in Parlamento si attendeva il voto su una mozione di sfiducia. La decisione, presentata come un atto di ascolto verso "la voce della società", giunge al culmine di una settimana di manifestazioni di massa che hanno riempito le piazze di Sofia e di altre città, dove decine di migliaia di persone, con una significativa partecipazione giovanile, hanno dato vita a cortei oceanici. Quelle proteste, partite originariamente come dissenso verso alcune misure fiscali contenute nella bozza di bilancio per il 2026, hanno rapidamente assunto i toni di una mobilitazione generale contro la corruzione endemica e gli abusi di potere, travolgendo la fragile maggioranza al governo.

Le radici della crisi e il peso delle piazze

La coalizione che sosteneva Zhelyazkov, una minoranza parlamentare formata dal partito di centrodestra, dai socialisti di orientamento filorusso e dai nazionalisti, non ha retto alla pressione popolare. L’ultima grande manifestazione, convocata ieri sera nella capitale dall’opposizione filoeuropea, è stata la terza in pochi giorni e ha rappresentato il colpo di grazia per un esecutivo già in seria difficoltà. Molti di coloro che scesi in strada chiedevano non solo le dimissioni del governo, accusato di non aver affrontato con sufficiente decisione il cancro della corruzione, ma anche la convocazione di elezioni anticipate, che sarebbero le ottave dall’inizio del 2021, segno di una instabilità politica ormai cronica.

Uno scenario internazionale delicato

La caduta dell’esecutivo bulgaro avviene in un momento particolarmente delicato per il percorso europeo del paese, il quale, dopo aver superato le valutazioni tecniche, si prepara a entrare nell’eurozona all’inizio del 2026 diventandone il ventunesimo membro. La crisi politica rischia di complicare gli ultimi passaggi tecnici e legislativi necessari per l’adozione della moneta unica, un obiettivo di politica economica di primaria importanza per Sofia. La situazione si inserisce, inoltre, in un contesto geopolitico segnato dalla guerra in Ucraina, dove la precedente linea filorussa del governo bulgaro aveva spesso creato attriti con gli alleati della NATO e dell’Unione Europea.

Le inchieste giudiziarie sullo sfondo

Sullo sfondo della protesta, che ha mantenuto un carattere prevalentemente pacifico, non vanno dimenticati gli sviluppi di numerose inchieste della magistratura sulla corruzione. Alcune di esse, come spesso accade in casi di alto profilo, hanno riguardato episodi di cronaca nera, i cui dettagli sono tuttora al centro delle indagini. Questi procedimenti, sebbene non direttamente collegati alle immediate cause delle dimissioni, hanno contribuito ad alimentare nel pubblico un sentimento di sfiducia verso le istituzioni e una percezione di impunità per chi detiene il potere, fornendo ulteriore carburante al malcontento che è esploso in piazza.

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