Sanremo, Conti e l’invito alla Meloni: «Io faccio solo il giullare. Non parlatemi di politica»
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Si diceva che la vigilia fosse fin troppo tranquilla, e allora qualcuno, forse per riscaldare l’atmosfera in attesa che siano le canzoni – cosa che, detta senza malizia, potrebbe rivelarsi un problema – a parlare, ha cercato di accendere un po’ il teatrino mediatico. Il pretesto, manco a dirlo, è stato la politica, con la voce insistita di una possibile presenza di Giorgia Meloni all’Ariston. Una chimera, una non-notizia, come è stata prontamente definita, eppure capace di animare le cronache della vigilia. Carlo Conti, nella conferenza stampa inaugurale del 23 febbraio, ci ha scherzato su, ma ha anche dovuto mettere i puntini sulle i, rivendicando con forza la propria autonomia: «Quando c’era Renzi sono stato definito renziano, oggi meloniano, domani sarò cinquestelliano. Per fortuna in questi 40 anni sono un uomo libero, ci tengo a essere indipendente nel mio lavoro: sono un giullare e orgogliosamente faccio il giullare» -1-10. Una presa di posizione netta, quella del direttore artistico, che ha voluto chiarire come la sua storia professionale, fatta di Festival seguiti sotto governi di ogni colore, parli per lui molto più di qualsiasi etichetta -6.
La domanda, naturalmente, era stata posta a Conti in merito al caso che aveva monopolizzato le cronache nei giorni precedenti: la possibile partecipazione della presidente del Consiglio alla prima serata. Il conduttore è stato lapidario, definendo l’ipotesi «fantascienza pura» e ribadendo di non aver mai avuto contatti con palazzo Chigi -7-10. «Non l’ho invitata – ha specificato – ma è una libera cittadina. Se compra il biglietto e vuole venire, può farlo come qualsiasi altro cittadino» -1-3. Una precisazione, quest’ultima, che ha chiuso definitivamente il cerchio, anche perché, a dirla tutta, una smentita ufficiale era già arrivata nei giorni scorsi proprio dagli uffici della presidenza del Consiglio. Ma il tam-tam mediatico non si era fermato, tanto da costringere la stessa premier a intervenire direttamente sui suoi canali social.
Il j’accuse della premier e la replica a distanza
Ed è stato proprio l’intervento di Giorgia Meloni, pubblicato su X, a dare una dimensione quasi paradossale alla vicenda. «Leggo da giorni di una mia presunta partecipazione alla prima serata di Sanremo. Una notizia totalmente inventata, smentita immediatamente da Palazzo Chigi e successivamente dallo stesso Carlo Conti», ha scritto la presidente del Consiglio, mostrando un certo fastidio per la persistenza della voce nonostante le smentite ufficiali -2-9. Con una punta di ironia, la Meloni ha poi aggiunto: «A questo punto forse conviene ricordare a chi inventa notizie di sana pianta che il FantaSanremo è un gioco divertente per gli appassionati del Festival. Le notizie, invece, dovrebbero restare nel mondo reale» -1-2. Un'affermazione, la sua, che ha voluto ribadire la distanza dalla kermesse, definita «la più grande festa della musica italiana» che non ha certo bisogno di essere infilata a forza nella polemica politica -7. Una sorta di cortocircuito comunicativo, insomma, in cui l’assenza è stata trasformata in presenza mediatica, come se il dover smentire con tanta energia finisse per alimentare il dibattito che si intendeva spegnere.
L’ombra di Pucci e la paura del palco
Ma se la questione Meloni è stata liquidata come «fantascienza», c’è un’altra vicenda che ha gettato un’ombra sulla vigilia e che ha a che fare con il clima che si respira intorno al Festival. Conti ha dovuto rispondere anche delle polemiche legate al forfait di Andrea Pucci, il comico che avrebbe dovuto partecipare e che, invece, ha fatto un passo indietro. Su questo, il conduttore è apparso più riflessivo, quasi dispiaciuto. «Non pensavo che la sua presenza suscitasse polemiche – ha spiegato – è stato miliardi di volte a Zelig, gli abbiamo dato il premio all’Arena di Verona per gli incassi dei suoi spettacoli teatrali, sono andato a vederlo a teatro e non ci ho trovato niente di sconvolgente» -6-10. La scelta di Pucci, secondo Conti, va letta alla luce di quanto accaduto in passato ad altri comici: «avete visto tutti cosa è successo a Maurizio Crozza e ha avuto paura di possibili reazioni sul palco» -6. Un timore, quello di finire nel mirino di polemiche preventivate, che ha spinto l’artista a ritirarsi, e che Conti sembra aver compreso, pur rammaricandosene professionalmente: «Quando scelgo un artista non gli chiedo cosa vota, ma lo scelgo perché deve fare qualcosa sul palco» -6.
Un festival baudiano tra ricordi e sport
Al di là delle polemiche, la conferenza stampa è stata anche l’occasione per tracciare le coordinate della 76esima edizione, che prenderà il via il 24 febbraio. Un’edizione che Conti ha voluto fin da subito dedicare alla memoria di Pippo Baudo, scomparso nell’agosto scorso. Commuovendosi fino alle lacrime, il conduttore ha ricordato il maestro: «L’ho detto l’anno scorso, il mio festival è baudiano: immaginate la mia emozione, tocca a me fare il primo festival senza Pippo. Per questo è doveroso dedicarlo a lui» -1-8. E ha promesso che il ricordo del grande presentatore sarà costante, a partire dalla scenografia e dagli introiti delle serate -8. Sul palco, con lui, ci sarà Laura Pausini, co-conduttrice per tutte le cinque serate, affiancata ogni giorno da volti noti come Can Yaman, Pilar Fogliati, Achille Lauro, Irina Shayk, Bianca Balti e Nino Frassica -4. Spazio anche allo sport, con la celebrazione degli atleti olimpici e paralimpici di Milano Cortina: mercoledì sera saliranno all’Ariston campioni del calibro di Arianna Fontana, Francesca Lollobrigida e Lisa Vittozzi -1-4.




