Tokyo, Jacobs e Dosso pronti a esplodere nella notte dei 100 metri
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Redazione Sport
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Mentre la notte di Tokyo, carica di quell'umidità tipica che avvolge lo stadio nazionale, si appresta a vivere il suo clou, l'atletica italiana ha già messo a segno, nelle prime ore di gara, diversi colpi importanti. Sara Fantini, la campionessa europea del martello, ha centrato con un lancio da 71.06 metri l'accesso alla finale, dimostrando di poter lottare per le posizioni di vertice. Buone notizie arrivano anche dal mezzofondo, dove Federico Riva (3:36.28) e Pietro Arese (3:40.91) hanno superato il turno delle batterie dei 1500 metri; un esito, quest'ultimo, che ha invece escluso Joao Bussotti, fermo a 3:38.38. Negli ostacoli alti, poi, Giada Carmassi (12.83 con vento a -0.2) ed Elena Carraro (12.86 a vento zero) hanno brillantemente guadagnato il passaggio del turno, mentre Rebecca Lonedo ha chiuso in ventesima posizione la maratona con il tempo di 2h33:40.
L'apice della giornata, tuttavia, è in programma nelle prossime ore, con le semifinali e le finali dei 100 metri piani, specialità regina che assegnerà i titoli più prestigiosi. Zaynab Dosso, la cui progressione è sotto gli occhi di tutti, affronterà le semifinali alle 13.20 (ora italiana), tentando di ripetare l'impresa di Marcell Jacobs che, a sua volta, scenderà in pista venticinque minuti dopo. Le due finali, che decideranno gli uomini e le donne più veloci del mondo, sono in calendario rispettivamente per le 15.13 e le 15.20, in un crescendo di attesa che tiene con il fiato sospeso tutti gli appassionati.
Parallelamente alle sfide sulle distanze veloci, la mattinata italiana vedrà l'assegnazione di altre medaglie, come quelle nel lancio del disco femminile, nel salto in lungo e nei 10.000 metri maschili, gare queste senza atleti azzurri in lizza. Non meno atteso, seppur in qualifica, è l'esordio di Gianmarco Tamberi nel salto in alto, previsto per le 11.40; con lui, alla ricerca della misura che valga l'accesso alla finale, ci saranno anche i connazionali Manuel Lando, Matteo Sioli e Stefano Sottile, in una prova che richiederà concentrazione e freddezza.




