Alessandro Cattelan chiude il ristorante Quintalino a Milano

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   La saracinesca, ormai abbassata in via definitiva, segna la fine di un'avventura imprenditoriale che aveva suscitato non poche aspettative. Il Quintalino, concepito come una versione più informale e accessibile del ristorante Quintale, legato al nome del macellaio Dario Cecchini, aveva infatti inaugurato i battenti nel 2023, puntando su un concept di hamburgeria di qualità e su una gestione che, sin dal principio, aveva fatto parlare di sé per l'assenza di figure tradizionali come i camerieri. Un modello, quello dell'hamburgeria gourmet, che a Milano aveva conosciuto un periodo di forte espansione, attirando investitori anche dal mondo dello spettacolo, desiderosi di diversificare i propri interessi in un settore dalla percezione vivace e redditizia.

Il silenzio sui social network

A decretare la chiusura, che non è stata accompagnata da alcun annuncio ufficiale da parte dei proprietari, è stata la fredda didascalia "chiuso definitivamente", apparsa sulla scheda del locale nelle ricerche online. Un epilogo sottotono, quasi dimesso, che stride fortemente con il clamore mediatico che aveva caratterizzato l'apertura, quando i social network, e in particolare Instagram, erano stati inundati di post promozionali da parte dello stesso Cattelan, affiancato dai soci Francesco Panella e Vittorio De Rosa. La pagina dedicata al locale, che per mesi era stata un vivace diario digitale dell'attività, risulta oggi muta, ferma da tempo, in un silenzio che, in casi del genere, parla più di qualsiasi comunicato stampa.

Un modello di gestione innovativo

L'esperimento del Quintalino, al di là della sua durata, si era distinto per una formula gestionale insolita, la quale, eliminando la figura del cameriere, demandava ai clienti una parte del processo di ordinazione e ritiro dei piatti. Questo approccio, che mirava a snellire i costi operativi e a creare un'atmosfera più disinvolta, rappresentava una scommessa precisa nel panorama della ristorazione meneghina, sempre in bilico tra tradizione e innovazione. La sua applicazione, tuttavia, non è bastata a garantire la sostenibilità a lungo termine dell'iniziativa, che ha ceduto dopo un biennio di attività, in un contesto economico che, per molti esercizi, si è rivelato estremamente selettivo.

Le reazioni del pubblico e il contesto

La notizia della chiusura, sebbene non divulgata attraverso i canali ufficiali, ha cominciato a circolare tra gli appassionati e i media del settore, generando un dibattito sulle reali difficoltà incontrate dal locale. Se ne traggono, inevitabilmente, alcune considerazioni sulla volatilità di un mercato, come quello della ristorazione, dove il sostegno di un volto noto, seppure importante per l'lancio, non costituisce di per sé una garanzia di successo duraturo. L'episodio si inserisce in un filone di cronaca economica che vede periodicamente protagonisti personaggi pubblici le cui iniziative commerciali, dopo una partenza all'insegna dei riflettori, si confrontano con le dure leggi del mercato.

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