Zelensky propone una tregua parziale, i negoziati ripartono in Arabia Saudita

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Mentre la guerra tra Ucraina e Russia entra in una nuova fase, i colloqui diplomatici si intensificano, con l’obiettivo di trovare una soluzione che possa porre fine a un conflitto che dura ormai da anni. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, dopo un incontro definito «molto positivo» con il principe saudita Mohammed bin Salman, ha avanzato una proposta di cessate il fuoco parziale, concentrandosi su una tregua nei cieli e nel mare. Una mossa che, secondo fonti vicine ai negoziati, potrebbe aprire la strada a un accordo più ampio, seppur con concessioni territoriali che Kiev non aveva mai preso in considerazione fino a ora.

La delegazione ucraina, arrivata a Gedda per incontrare i rappresentanti americani, ha presentato il piano, già definito «promettente» dal segretario di Stato Marco Rubio. Tuttavia, Rubio ha sottolineato che qualsiasi accordo dovrà includere la cessione di territori occupati dalla Russia dal 2014, una condizione che potrebbe rivelarsi un ostacolo insormontabile per Kiev. Il nodo principale rimane la volontà degli Stati Uniti di riprendere gli aiuti militari, sospesi dopo l’ultimo fallimentare vertice tra Zelensky e Donald Trump.

Intanto, il leader laburista britannico Keir Starmer ha convocato per sabato una videocall tra i leader della cosiddetta «coalizione dei volenterosi», mentre i vertici militari e i ministri della Difesa si sono riuniti a Parigi su invito del presidente francese Emmanuel Macron. Parallelamente, Elon Musk ha denunciato un cyberattacco a X, attribuito a una serie di indirizzi IP provenienti dall’Ucraina, un episodio che rischia di complicare ulteriormente il quadro diplomatico.

I negoziati in Arabia Saudita rappresentano un banco di prova cruciale per Zelensky, che non parteciperà direttamente ai tavoli tecnici ma lascerà che la sua delegazione affronti le questioni più spinte. La proposta di tregua parziale, sebbene accolta con cautela, potrebbe segnare un punto di svolta, a patto che le parti trovino un equilibrio tra le esigenze di sicurezza di Kiev e le pretese territoriali di Mosca.

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