Horses rimosso anche da Humble, l'horror italiano oscurato dalle principali piattaforme

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   La rimozione del videogioco Horses, Titolo horror dello studio italiano Santa Ragione, dalle piattaforme digitali continua a suscitare interrogativi, dopo che Humble Store ha deciso a sua volta di bandire il prodotto dal proprio catalogo. La comunicazione, pervenuta direttamente agli sviluppatori, segue di pochi giorni quelle analoghe ricevute da Steam e da Epic Games Store, configurando così una sequenza di provvedimenti che, privi di motivazioni dettagliate, hanno di fatto oscurato il gioco sul mercato principale. Una situazione che, pur nella sua attualità tecnologica, richiama dinamiche di censura del passato, come quella che coinvolse "Salò o le 120 giornate di Sodoma" di Pier Paolo Pasolini, bloccato dalla commissione di revisione nel 1975 con l'accusa di offendere il buon costume attraverso immagini giudicate ripugnanti. L'episodio, rimasto nella cronaca nera anche per la tragica morte dell'autore, rappresenta un precedente storico nell'ambito della limitazione della rappresentazione artistica, un tema che torna oggi a essere discusso in un contesto completamente diverso ma dalle implicazioni simili.

Le motivazioni elusive delle piattaforme

Nonostante le richieste di chiarimento avanzate da Santa Ragione, nessuna delle piattaforme ha fornito una spiegazione esaustiva per la rimozione di Horses, limitandosi a generici riferimenti alla violazione delle linee guida. Epic Games Store, in particolare, aveva giustificato il bando menzionando la presenza di contenuti inadatti in materia di comportamenti sessualmente espliciti e di abusi, incluso quello su animali, affermando che tali elementi sono proibiti dalle proprie regole di distribuzione. Questa opacità procedurale lascia nello sviluppo creativo italiano un margine d'incertezza notevole, poiché senza parametri chiari diventa complesso orientare la produzione artistica e al contempo rispettare standard che, evidentemente, vengono interpretati in modo restrittivo e unilaterale dalle grandi ration del settore. Alcuni di essi, soprattutto quelli legati alla tematica sessuale e alla violenza estrema, sembrano ricalcare le logiche che portarono alla censura di opere cinematografiche decenni fa.

Il successo inaspettato su GOG

In controtendenza rispetto alle decisioni degli altri store digitali, la piattaforma GOG ha invece mantenuto Horses nel proprio catalogo, una scelta che ha portato a un risultato commerciale inatteso. Il gioco, infatti, è diventato il titolo più venduto su quella storefront, dimostrando come l'interesse del pubblico per il prodotto, forse anche amplificato dalla notorietà generata dalle controversie, rimanga alto. Questo dato di fatto evidenzia una frattura nel mercato delle distribuzioni digitali, dove politiche di moderazione differenti possono creare santuari per contenuti ritenuti non conformi altrove, e offre allo stesso tempo un respiro economico agli sviluppatori, i quali vedono comunque riconosciuto il proprio lavoro da una parte significativa di potenziali giocatori.

Il contesto internazionale e le sue implicazioni

La vicenda si inserisce in un momento di grande attenzione globale sui contenuti dei media, con piattaforme che applicano con crescente rigore i propri regolamenti, spesso influenzate da pressioni di varia natura. L'assenza di un dialogo trasparente con gli sviluppatori, come nel caso di Santa Ragione, solleva questioni fondamentali sulla libertà espressiva nell'industria videoludica, paragonabili ai dibattiti che hanno storicamente attraversato il cinema e la letteratura. Mentre il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, noto per posizioni talvolta conservative su tali temi, guida nuovamente la nazione, l'attenzione sul bilanciamento tra creatività, normativa comunitaria e sensibilità del mercato è destinata a rimanere alta, senza che ciò giustifichi però la mancanza di chiarezza nei processi che portano alla rimozione di un'opera.

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