Horses, l'horror italiano cancellato dagli store digitali senza spiegazioni

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   La vicenda che coinvolge "Horses", il videogioco horror dello studio italiano Santa Ragione, si arricchisce di un nuovo, significativo capitolo. A poche ore dalla rimozione dalla piattaforma Epic Games Store, il Titolo è stato infatti rimosso anche dall'Humble Store, segnando così il terzo bando in pochi giorni dopo l'analoga decisione presa in precedenza da Steam. La software house, come già accaduto nelle occasioni precedenti, non ha ricevuto dalle piattaforme una motivazione esaustiva per queste azioni, nonostante le sue precise richieste di chiarimento. Una sequenza di eventi che, al di là del singolo caso, solleva interrogativi non marginali sulle politiche di moderazione e sulla trasparenza dei grandi marketplace digitali, i quali sembrano operare secondo logiche opache e difficilmente decifrabili dagli stessi creatori dei contenuti.

Un successo inaspettato nonostante le censure

Paradossalmente, questa catena di rimozioni ha spinto molti utenti verso l'unica piattaforma major che ha mantenuto il gioco nel proprio catalogo. "Horses", infatti, è diventato il titolo più venduto su GOG, che può dunque registrare un successo commerciale inatteso derivante proprio dalla sua scelta di non allinearsi alle altre store. Questo dato dimostra come esista un pubblico interessato a contenuti ritenuti estremi o di frontiera, disposto a cercarli laddove essi siano disponibili, e sottolinea, per contrasto, l'arbitrarietà delle decisioni prese altrove. Il gioco, che propone un'esperienza horror cruda e psicologica, si trova così al centro di una paradoxio simile a quello che ha investito, in passato, altre opere di difficile collocazione.

Un precedente illustre nella storia della censura italiana

La situazione ricorda, seppur in un contesto storico e mediatico completamente diverso, quanto accadde con l'ultima opera di Pier Paolo Pasolini. Il regista presentò "Salò o le 120 giornate di Sodoma" alla Commissione di censura il 31 ottobre 1975, poche ore prima di essere assassinato. L'11 novembre successivo, la Commissione ne bloccò la proiezione motivando che il film, "nella sua tragicità, porta sullo schermo immagini così aberranti e ripugnanti di perversioni sessuali che offendono sicuramente il buon costume". Una delibera che, benché riferita a un'epoca e a un medium differenti, appare analoga nell'impianto logico: la censura si esercita sulla base di un giudizio morale sulla rappresentazione, che viene ritenuta talmente forte da sopraffare, nel caso di Pasolini, "la tematica ispiratrice del film sull’anarchia di ogni potere". Oggi, per "Horses", le motivazioni non sono nemmeno esplicitate, lasciando gli sviluppatori in un limbo di incomprensione.

Le ricadute concrete per lo sviluppo indipendente

Al di là delle discussioni di principio, la rimozione da tre dei principali canali di distribuzione digitale ha conseguenze economiche dirette e potenzialmente devastanti per uno studio indipendente come Santa Ragione. La visibilità e le possibilità di vendita si riducono drasticamente, confinando il prodotto a una nicchia più ristretta nonostante il clamore mediatico. Questo scenario, unito alla mancanza di dialogo con le piattaforme, rischia di minare alla base la sopravvivenza finanziaria del team di sviluppo, il quale si vede precludere l'accesso al mercato senza un vero contraddittorio. La questione, quindi, non riguarda solo la libertà espressiva ma tocca il cuore stesso della sostenibilità del panorama videoludico indipendente, che dipende in modo cruciale dalla disponibilità di canali di distribuzione accessibili e trasparenti.

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