Stellantis consolida la leadership in un mercato italiano in lieve flessione
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Redazione Economia
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Il mercato automobilistico italiano, che nel mese di ottobre ha registrato 125.826 immatricolazioni, ha mostrato un lieve segnale negativo, pari a un calo dello 0,57% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Questo dato, diffonto dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, si inserisce in un contesto più ampio di stagnazione, come dimostra il calo complessivo del 2,7% nei primi dieci mesi dell'anno, un panorama che appare ancora distante dai volumi pre-pandemia. A fronte di questa contrazione generale, che interessa le vetture di nuova acquisizione, si osserva una dinamica opposta e vigorosa nel segmento dell'usato, i cui trasferimenti di proprietà sono aumentati del 2,57%, contribuendo a un volume globale di compravendite che supera le 685.000 unità, delle quali la fetta più consistente, oltre l'81%, è appunto rappresentata da auto non nuove.
Il gruppo Stellantis in controtendenza
In uno scenario così delineato, il gruppo Stellantis ha invece marciato in netta controtendenza, confermandosi leader del mercato con 33.721 veicoli immatricolati e una crescita del 5,01% su base annua. Un risultato, elaborato da Dataforce, che non solo consolida la sua posizione di vertice – arrivando a coprire una quota del 26,8% – ma che appare ancor più significativo se paragonato alla performance negativa del comparto nel suo insieme. Tra i molti marchi che compongono il conglomerato industriale, alcuni di essi hanno dato mostra di un vero e proprio vigore: Citroën, per esempio, ha fatto registrare un incremento del 50,32%, mentre Fiat è cresciuta del 26,1% e Alfa Romeo del 22,93%. A questi si aggiungono le performance positive di Lancia, Opel e soprattutto di Leapmotor, la quale ha moltiplicato le sue consegne con un aumento esponenziale.
Le ombre nel panorama dei marchi
Non tutti i brand del gruppo, tuttavia, hanno beneficiato di questa onda positiva, poiché diversi di essi hanno segnato dei cali anche consistenti. Jeep e Peugeot, ad esempio, hanno visto le loro immatricolazioni ridursi rispettivamente del 22,16% e del 23,21%, andando così a contrapporsi alla vitalità mostrata da altri marchi dello stesso gruppo. Ancora più marcato è stato il declino per DS Automobiles e per Maserati, che ha chiuso il mese con un calo del 38,04%, evidenziando come le dinamiche di mercato siano estremamente diversificate anche all'interno di uno stesso colosso industriale. Questi ribassi, seppur significativi, non sono stati sufficienti a intaccare il bilancio complessivo del gruppo, il quale, grazie ai suoi campioni, ha saputo mantenere una traiettoria di crescita.
Il quadro generale delle compravendite
Il rapporto del Ministero fornisce, inoltre, una visione d'insieme del mercato della mobilità, che non si limita alle sole auto nuove. Il totale delle operazioni, che include sia le immatricolazioni che i passaggi di proprietà delle vetture usate, raggiunge infatti la cifra di 685.084 unità. Di queste, come si accennava, la stragrande maggioranza è costituita da compravendite nel segmento dell'usato, che rappresenta l'81,63% del volume globale, lasciando alle vetture nuove una quota residuale, seppur importante, del 18,37%. Questo dato, che sottolinea una propensione degli italiani per il mercato di seconda mano, delinea un settore automobilistico bipolare, dove alla stagnazione del nuovo fa da contraltare la vivacità dell'usato.




