Inzaghi e l’Al Hilal umiliano Guardiola, mentre l’Inter naufraga contro il Fluminense

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La notte più lunga per gli interisti si è trasformata in un’alba amara, mentre dall’altra parte del mondo Simone Inzaghi, l’uomo che aveva lasciato Milano tra polemiche e incomprensioni, compiva quello che molti definiscono già un miracolo. L’Al Hilal, sotto la sua guida, ha estromesso dal Mondiale per club il Manchester City di Pep Guardiola, lo stesso che pochi giorni prima aveva travolto la Juventus con un pesantissimo 5-0. Una vittoria che, al di là del risultato, sembra ridisegnare i rapporti di forza nel calcio globale.

Non è passato inosservato, infatti, che a soccombere sia stata proprio la squadra simbolo della Premier League, considerata da anni il campionato più ricco e competitivo del mondo. Se già le formazioni brasiliane avevano mostrato segni di resistenza, l’exploit dell’Al Hilal – che ora vola verso i quarti – riaccende il dibattito sul sorpasso delle realtà emergenti ai danni dell’Europa. Un tema che, inevitabilmente, scuote l’Inghilterra, dove l’eliminazione del City è stata vissuta come uno choc.

Intanto, però, c’è chi smorza gli entusiasmi sul ruolo di Inzaghi in questa impresa. Hervé Renard, ct dell’Arabia Saudita e unico allenatore ad aver battuto l’Argentina durante i Mondiali del 2022, ha sottolineato come le basi del successo fossero state gettate dal precedente tecnico, Jorge Jesus. «Questa vittoria ricorda la nostra contro Messi e compagni», ha dichiarato a Le Parisien, aggiungendo che l’Al Hilal «non sfigurerebbe neppure in Champions».

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