Mondiali 2026, la notte degli inglesi: Bellingham show e Kane stendono il Messico tra pioggia e record

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il diluvio che si è abbattuto sull'Azteca ha ritardato di un'ora il fischio d'inizio, ma non ha certo spento la fame di un'Inghilterra che ha tramutato l'attesa in una scarica di energia devastante. La doppietta lampo di Jude Bellingham, siglata in soli due minuti e trentotto secondi, ha di fatto indirizzato la sfida contro il Messico già nei primi minuti del match, con il giocatore del Real Madrid che ha trovato il varco giusto al 34' e poi ha raddoppiato al 36', lasciando di stucco i settantamila spettatori presenti.

A completare il lavoro ci ha pensato Harry Kane, puntuale come un orologio svizzero, che dal dischetto al 60' ha firmato il 3-0 che sembrava chiudere definitivamente i giochi, prima che la reazione d'orgoglio dei padroni di casa rendesse il punteggio meno severo.

La rimonta nel diluvio e il record infranto

La pioggia torrenziale che ha costretto la FIFA a posticipare il calcio d'inizio, come confermato dall'Afp, ha reso il terreno di gioco un insidia costante, ma i Three Lions hanno dimostrato di saper galleggiare meglio degli avversari in questa pozza d'acqua. Julian Quiñones ha accorciato le distanze con un guizzo che ha rianimato il pubblico, mentre Raul Jimenez ha trasformato un rigore che ha messo i brividi a tutta la panchina inglese, portando il risultato sul 3-2 e rianimando i sogni di una rimonta che sarebbe stata epica.

L'Inghilterra ha però retto l'urto finale, dimostrando una solidità mentale che in passato le era stata rimproverata, e al triplice fischio è esplosa la festa, con i tifosi che hanno intonato a squarciagola "Wonderwall" per esorcizzare quella che era considerata una maledizione dell'Azteca, uno stadio che ha visto cadere molte grandi nazionali del calcio mondiale.

Brasile eliminato, la Norvegia aspetta ai quarti

La serata ha riservato un'altra sorpresa di quelle che fanno la storia dei Mondiali, con il Brasile di Carlo Ancelotti che ha dovuto alzare bandiera bianca contro la Norvegia di Erling Haaland, uscita vincitrice da un confronto che si preannunciava spietato.

La squadra verdeoro si era presentata al match con un assetto ultra-offensivo, schierando Rayan e Martinelli sugli esterni a sostegno di Matheus Cunha e di un Vinicius Junior che non è però riuscito a trovare la via del gol, mentre il gigante norvegese, già a quota cinque reti in questa competizione, ha confermato il suo status di cannibale dell'area di rigore.

Per il Brasile, che pure poteva contare sul rientro in pianta stabile di Neymar, tra i più attesi della vigilia e presente allo stadio per caricare i compagni, si chiude qui il sogno del sesto titolo, con Ancelotti che dovrà fare i conti con una eliminazione che lascerà strascichi polemici per la gestione di un gruppo così talentuoso ma ancora acerbo nei momenti decisivi.

L'incrocio da sogno con Haaland e le prospettive

Per l'Inghilterra si profila quindi un quarto di finale da cardiopalma contro i norvegesi, una sfida che metterà di fronte la solidità del collettivo britannico alla potenza straripante di un singolo, con Bellingham e Haaland che si ritroveranno avversari dopo essere stati compagni di squadra al Borussia Dortmund. Quella che si giocherà tra pochi giorni è una partita che sa già di finale anticipata, visto che i due schieramenti hanno eliminato due delle nazionali più titolate del pianeta, e gli equilibri sembrano pendere da un momento all'altro in base alle giocate dei rispettivi fuoriclasse.

La doppietta di Bellingham, la terza in questo Mondiale per il centrocampista inglese, lo ha già proiettato nell'olimpo dei migliori interpreti del torneo, mentre Harry Kane ha dimostrato ancora una volta di essere un terminale offensivo implacabile, capace di trasformare in oro ogni occasione che gli si pari davanti, anche quando il campo è un pantano e la pressione della storia si fa sentire.

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